Cultura e Società

E se il denaro non esistesse?

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Gennaio 28, 2018

“Se non cambiamo la nostra mente, saranno gli eventi a cambiarla” Fresco

Cosa succederebbe se il nostro pianeta fosse sotto la minaccia di un evento catastrofico come l’imminente approccio di un enorme meteorite? Cosa farebbero gli uomini? Cosa farebbero i governi? Continuerebbero ad affannarsi nelle loro contrapposizioni, agendo nell’interesse nazionale, sprecando tempo ed energia a farsi la guerra, o unirebbero le loro forze per aumentare le possibilità di sopravvivenza?

La risposta sembra ovvia. Quando si è davanti l’inevitabilità della morte, ci si ricorda improvvisamente del valore della vita, e tutto il resto diventa secondario, incluse le differenze.

Nel naturale stato di coscienza della propria mortalità l’uomo cambia, diventa più empatico, compassionevole, altruista. Le reazioni di massa a seguito di eventi catastrofici come l’11 Settembre o lo tsunami in Tailandia dimostrano che la capacità di sentire la sofferenza di altri prescinde dalle distanze, dalla politica, dalla ricchezza e dalla povertà.

Queste sono cose che sono venute dopo. 

La natura solidale dell’uomo, il suo interesse per il benessere e la sicurezza di altri uomini, la sua capacità di cooperare, esistevano già da prima, da molto prima.

Col tempo abbiamo dimenticato, nei millenni si è radicata in noi la fede nella scarsità, la paura di non avere abbastanza, la paura della fame, che ci hanno portato e ci portano ad odiare il prossimo, il diverso, chiunque possa privarci di lavoro, terra, sicurezza o serenità.

È grazie a questo meccanismo che siamo diventati mentalmente schiavi dell’egoismo e dall’individualismo, alimentati e mantenuti in vita da qualcosa che noi stessi abbiamo creato: il denaro.

“Il denaro è un interferenza perchè limita le nostre possibilità, limita i nostri sogni” Fresco

Hai mai pensato a cosa sarebbe la tua vita se il denaro non esistesse? A come saresti tu senza il denaro?

Cosa sarebbe la nostra società se il denaro non esistesse? Cosa faremmo tutto il giorno? In cosa ci impegneremmo? Come impiegheremmo il nostro tempo? Cosa faresti se non dovessi lavorare?

I visionari del progetto Venus ci hanno pensato. E la loro idea per un futuro diverso è molto innovativa:

Un sistema socio-economico al servizio dell’uomo e dell’ambiente, dove la soddisfazione dei bisogni primari è garantita universalmente, dove la tecnologia viene messa al servizio di tutti, utilizzata per costruire case, canali di irrigazione, coltivare campi, guidare mezzi di trasporto, diagnosticare malattie ed effettuare operazioni chirurgiche. Grazie al lavoro svolto dalle macchine l’uomo sarebbe così libero di dedicarsi ad altre attività, alla creatività e all’arte, alla cultura e allo svago.

Nessuno avrebbe bisogno di lavorare per dare dignità alla propria esistenza.

In questa visione futurista l’approccio alla vita tiene conto sia dei bisogni fondamentali degli umani che di quelli della natura. Tutto sarebbe costruito e pensato in maniera sostenibile, e grazie alla tecnologia ci sarebbe una maggiore integrazione tra uomo e ambiente naturale, invece di un rapporto di contrapposizione e distruzione.

Forse potrà sembrare una possibilità molto lontana? Un Utopia?

Ma torniamo alla realtà… Qual’è l’obiettivo finale del sistema attuale? Chi ne beneficia maggiormente?  Quali sono state le conseguenze fino ad adesso e quali quelle a venire?

Fu lo stesso Henry Ford a dire che “è un bene che le persone non comprendono il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo capissero ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina”.

Ed è vero, non comprendiamo l’assurdità di un sistema basato su una totale invenzione, che più spesso del dovuto produce ineguaglianza e separazione, che punta alla crescita infinita in un mondo finito.

In questo sistema/mondo che abbiamo scelto ci sono case vuote e senzatetto nelle strade, gente che muore di fame e montagne di cibo nelle discariche, paladini dell’ambiente in carcere e distruttori dell’ambiente al governo, un sempre più massiccio ricorso al credito e un sempre più soffocante debito.

“finché il debito non ci separi”

Il mondo che conosciamo sta per finire, non importa se accadrà tra 1 anno o un secolo, l’importante è constatare che è stato costruito su delle verità temporanee, sulle sabbie mobili di incorrette interpretazioni della natura umana come quelle che hanno portato al liberalismo economico, come quelle che vedono l’uomo come un essere individualista, razionale, egoista e separato dalla natura.

Il modo di vivere del futuro sarà invece basato su verità immutabili, universali e scientifiche, come il concetto di sostenibilità e cooperazione tra i popoli.

Se adesso la vera natura dell’uomo viene fuori soltanto nei momenti di forte crisi o nelle tragedie umanitarie, senza l’egemonia del denaro nella sua vita e nelle sue relazioni essa riuscirebbe più facilmente ad emergere, a diventare la norma e non l’eccezione… e la sua vera natura è sociale, è condivisione, è amore, è libertà.

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