Educazione

3 motivi per cui il futuro appartiene ai creativi

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Gennaio 12, 2019

Avvocati. Dottori. Ragionieri. Ingegneri. Questo è quello che i nostri genitori ci hanno incoraggiato a diventare. Avevano torto. È finita l’era della dominanza [del pensiero logico, analitico e razionale]. Il futuro appartiene ad un tipo diverso di persone con un tipo diverso di mente: designers, inventori, insegnanti, cantastorie – pensatori creativi e compassionevoli le cui abilità marcano la linea di separazione tra chi va avanti e chi no – D.Pink

Cominciamo con un’ovvietà. Il mondo in cui sono cresciuto io è drasticamente diverso rispetto al mondo in cui è cresciuto Vincenzo Marranca, mio nonno.

A quei tempi il lavoro sodo portava, letteralmente, i suoi frutti.

È bastato un pezzo di terra a mio nonno per dare la possibilità a quattro figli di laurearsi e fare famiglia.

Tra questi quattro figli c’era mio padre.

A lui il pezzo di terra non è bastato, non perché non fosse in grado di lavorarlo, ma perché ai suoi tempi la forza lavoro iniziava già a trasferirsi dalla campagna alla città, e le abilità richieste nel mercato iniziavano a cambiare, da abilità manuali ad abilità intellettive.

Così nella seconda metà del secolo scorso il contadino siciliano diventava prima operaio e poi impiegato. Ha ottenuto il posto fisso alla regione, o nella scuola, o in azienda, è riuscito a comprare casa senza bisogno del mutuo, ha fatto famiglia, ha comprato la prima macchina, i primi elettrodomestici.

Parliamo adesso del mondo in cui vivo io.

Molti elettrodomestici non sono più un lusso, andare a studiare non dà più garanzia di impiego, comprare casa senza mutuo è pressoché impossibile, e per trovare un posto fisso alla regione bisogna affidarsi a non so quale santo.

Le abilità manuali dei tempi di mio nonno sono meno necessarie, e le abilità intellettive che sono servite a mio padre iniziano ad esserlo pure, vista la facilità con cui sempre più persone sono in grado di conseguire una laurea, una specializzazione e persino un master. 

Ma se mio nonno riuscì a farsi una vita grazie alla sua dedizione alla terra, e mio padre riuscì a farlo grazie alla sua dedizione allo studio, cosa farò io? cosa faranno le nuove generazioni? 

Quali abilità serviranno al lavoratore del nuovo millennio per rendersi indispensabile alla sua azienda o ai suoi clienti? 

Voglio rispondere con una citazione di Sidney Harman, un impresario ed ex segretario del commercio americano che notoriamente disse, Datemi dei poeti come manager! 

Perché secondo Harman, e anche secondo molti altri analisti, businessman ed economisti, la qualità che distinguerà il lavoratore del futuro da quello del passato è una sola… la creatività.

E vengono solitamente citati 3 motivi per questo, le tre A:

1.Abbondanza 

2. Asia 

3.Automazione 

Il mondo di oggi è pieno di cose. L’abbondanza materiale ha contraddistinto sempre di più la nostra vita dal dopoguerra ad oggi. È l’abbondanza delle centinaia di marche di jeans e di frigoriferi. È l’abbondanza di scelte in fatto di mobili che ha costretto l’artigiano locale ad abbassare i prezzi o addirittura a chiudere perché i suoi clienti hanno scoperto l’IKEA.

La sfida per tutti coloro che operano nel mercato dell’abbondanza è dunque capire cosa distingue i loro prodotti e i loro servizi dalle altre miriadi di prodotti e servizi, scoprire in cosa sono bravi, scoprire la loro unicità ed essere in grado di rendere quello che fanno riconoscibile, memorabile, bello. 

Passando al punto numero 2.

Uno dei motivi per cui esiste abbondanza di beni nel mondo è perché il mondo si è fatto più grande.

In altre parole, c’è molta più competizione, perché c’è molta più gente.

C’erano 3 miliardi di persone negli anni sessanta, oggi siamo quasi 7 miliardi.

Questo vuol dire che, probabilmente, ci sono molte più persone con qualifiche simili alle tue, con simili sogni, persino con simili idee.

E, probabilmente, alcune di queste persone saranno disposte a fare quello che vuoi fare tu ad un prezzo inferiore

Prendi l’Asia per esempio, soprattutto la Cina e l’India. Stati che ormai sono diventati vere e proprie fabbriche di laureati.

Pensa che in India soltanto si laureano 350,000 studenti in ingegneria… ogni anno. Laureati che vivono in un luogo dove il costo della vita è inferiore rispetto al nostro. 

Se un ingegnere informatico negli Stati Uniti guadagna dai 50 ai 70 mila dollari l’anno, un ingegnere informatico in India, con le stesse qualifiche, prende intorno ai 14 mila, differenza che può valere la pena di ricollocare uffici e fabbriche dall’altro capo del mondo. 

Adesso all’ultimo punto, l’automazione. 

Il lavoratore di oggi non solo deve competere con l’esercito di lavoratori asiatici, ma anche con dei lavoratori molto più efficienti e a costo (quasi) zero, come le macchine, i software e i robot. 

Le macchine, infatti, sostituiranno tutti quei lavori caratterizzati dalla logica e ripetitività delle azioni come gli operatori di call center, i cassieri, i postini e persino i dottori, avvocati o camerieri.

il robot medico

Se così stanno le cose, cosa si può fare per preparasi al lavoro del futuro? 

Nel suo bestseller Una mente tutta nuova, Daniel Pink identifica 6 abilità che saranno fondamentali al lavoratore di domani.  Tra queste, viene menzionata:

  •  la capacità di creare un design unico che sappia comunicare e rendere un brand memorabile e distinguibile dalla marea di altri brand sul mercato;
  • la capacità di saper raccontare storie, utile per esempio per presentare una nuova azienda, per saper creare un legame emotivo con i clienti, per renderla più umana e familiare;
  • la capacità di provare empatia, utile in professioni come il medico o l’avvocato per poter creare un legame più profondo con i pazienti o clienti, cosa che i software di supporto legale o medico non possono fare.  

Le altre abilità menzionate nel libro sono la capacità di avere una visione d’insieme, di divertirsi in quello che si fa, e di saper trovare un significato nel proprio lavoro. 

A differenza delle abilità intellettivo/analitiche, le abilità di cui stiamo parlando sono uniche nella loro espressione e dunque non replicabili. Renderanno coloro che le sviluppano insostituibili, li distinguerà dai lavoratori dei paesi emergenti e dalle macchine, e giustificherà il costo maggiore delle loro prestazioni.

È ormai ampiamente riconosciuto che, a causa dei cambiamenti in corso nel mercato globale, sempre più aziende avranno sempre meno bisogno di ragionieri e operai in futuro, e sempre più bisogno di grafici, designer, scrittori, psicologi e manager creativi e visionari…

Persone compassionevoli, in grado di creare, di trovare soluzioni innovative ai problemi, in contatto con il loro scopo e la loro umanità. Persone consapevoli, che sanno costruire legami veri con i colleghi, in grado di collaborare, di riconoscere il potenziale altrui… persone che non solo sanno fare, ma che sanno anche essere. 

 

Per approfondimenti leggi anche Sviluppare l’intelligenza emotiva e le soft skills: come gli umani di oggi competeranno con le macchine di domani. 

 

 

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