Cultura e Società

La facilità di diventare antieroi nell’era del ritorno al razzismo

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Gennaio 25, 2019

Il vero valore di un uomo si misura da come tratta chi non può fare assolutamente nulla di buono per lui – S. Johnson 

Da Gesù a Superman, passando per Peter Pan e Keanu Reeves, siamo sempre stati attratti da coloro che si battono per i più deboli, per una causa, per la giustizia

Da che mondo è mondo gli eroi sono la quintessenza del coraggio, la miglior versione dell’essere umano, l’incarnazione della speranza per un futuro migliore

È forse cambiato qualcosa nel mondo di oggi? 

Ricordo ancora di quando conobbi José, un messicano di 23 anni che lavorava nello stesso ristorante dove lavoravo io alcuni anni fa a Los Angeles.

La sua storia aveva qualcosa di epico e per me fu la dimostrazione che gli eroi non esistono soltanto nei film: cresciuto in un paesino del Messico meridionale, è dovuto scappare dalla miseria e dalla violenza, come tanti altri, dirigendosi a piedi verso il confine con gli Stati Uniti.

Ha attraversato deserti, fiumi, terre desolate e fredde, ha dovuto dormire all’aperto, si è nascosto nel retro di camion e furgoni.

Per proteggere la sua famiglia José ha rischiato la sua incolumità, la sua stessa vita, per oltrepassare un limite immaginario, un limite che per lui segnava la differenza tra un luogo dove si potevano realizzare i sogni, e un luogo dove i sogni andavano a morire. 

Per lui la storia che mi ha raccontato non era nulla di inusuale. Molti dei suoi connazionali avevano fatto la stessa cosa. 

Ma per me quel racconto era un portale verso un mondo che non avevo mai conosciuto, un mondo fatto di gente ordinaria costretta a fare cose straordinarie, costretta a rischiare tutto pur di avere cose che noi diamo per scontate, come la libertà dalla fame, dalla paura, dal freddo. 

Area di confine tra Messico e Stati Uniti

Dopo aver conosciuto una persona come José ti possono capitare un paio di cose.

La prima è che capisci quanto ovattata e a tratti banale possa essere la tua vita.  

La seconda è che inizi a capire che al mondo esistono eroi anonimi che spesso non riconosciamo e non vediamo neanche. 

È forse questo quello che è cambiato? Che non è più facile distinguere gli eroi dalla gente comune? 

Nella nostra vita di rado ci confrontiamo con persone come José perché, oltre ad essere improbabile, è anche scomodo.

Tendiamo a non volerne sapere di contrabbandieri, di criminali, di povertà, di pericoli.

Sono cose che non ci appartengono dopotutto perché la nostra società si è conquistata il privilegio di lasciarsele alle spalle.

Eppure la gente che proviene da quel mondo è gente come noi, gente che vuole le stesse cose che vogliamo noi.

E noi siamo come loro, faremmo le stesse cose se fossimo nelle loro stesse condizioni, prenderemmo gli stessi rischi se fossimo costretti a scegliere tra una morte lenta e quasi certa a casa, e la minuscola possibilità di avere una vita felice in una terra lontana e inospitale. 

Immigrati Italiani a New York, inizio secolo

Sembrano considerazioni quasi banali da fare. Banali sì ma, forse, poco evidenti. 

Perché, nel 2019, ci si ritrova ancora a titubare nella scelta tra aiutare o lasciar morire, respingere o accogliere. E ci si ritrova, ancora oggi, nell’infame posizione di non potere, o di non volere, capire chi sono gli eroi e chi sono gli antieroi. 

Se per me era chiaro che José fosse l’eroe del suo racconto chi era il suo antieroe? Il criminale che si è fatto pagare profumatamente per portarlo al confine o l’ufficiale di polizia che ha provato a prenderlo per rimandarlo indietro?

E mi chiedo anche, oggi chi sono gli eroi in Italia?

I disgraziati che riescono, tra mille peripezie, a salire su un gommone sgangherato diretto per la Sicilia o i politici che ci promettono di salvarci da loro? 

La risposta è più difficile di quanto possa sembrare. 

Guardare il telegiornale non basta, informarsi online non basta. Serve che ci liberiamo dei paraocchi della paura e della frustrazione prima di capire dove sta la verità.

Perché fino a quando continueremo a temere quello che non conosciamo, a temere il cambiamento, ad aver paura di fallire e non aver nessuno da biasimare oltre a noi stessi, continueremo a proiettare le nostre frustrazioni sui più deboli, su coloro che non si possono difendere, e ad esorcizzare le nostre paure attraverso l’odio per il diverso

E facendo tutto questo diventeremo noi stessi gli antieroi. Saremo attratti da coloro che si approfitteranno della nostra paura per ottenere il controllo, per diventare i nostri salvatori, per sentirsi più grandi e coraggiosi di quello che in realtà sono. 

Divento io stesso l’antieroe quando perdo la fiducia nel genere umano, quando inizio una frase con “non sono razzista ma…”, quando giudico chi ha i miei stessi bisogni, quando chiamo i buoni “buonisti”, quando mi illudo che si possa ottenere più sicurezza in cambio di meno libertà, quando mi convinco che per prosperare bisogna per forza essere tutti uguali, tutti dello stesso colore. 

Gli eroi di oggi non sono quelli che ci mettono in guardia da chi non è come noi. 

Gli eroi di oggi sono quelli che si battono per la diversità e per l’inclusione a discapito dei fantasmi della crisi e della non-sicurezza per le strade.

Gli eroi di oggi sono quelli che per dare una vita migliore ai figli percorrono centinaia se non migliaia di chilometri solo per ritrovarsi in un paese che non li vuole. Sono quelli che soffrono in silenzio mentre altri alzano la voce e riscuotono consensi proponendo soluzioni concrete a timori fabbricati, spacciando l’odio per patriottismo e responsabilità.

Un odio la cui origine, spesso, non sta nella razza ma nell’anima afflitta e affranta che non riesce a trovare altro piacere nella vita che quello di evidenziare le colpe e le bruttezze altrui. Un’anima incapace di vedere la propria bruttezza, e che non ha il coraggio di trovare la propria bellezza. 

È di estrema importanza dunque, in questo momento storico, capire le ragioni per cui si è attratti dall’odio, da chi lo professa, da chi promette di proteggerci da demoni immaginari e inventati con il solo scopo di renderci persone peggiori, sottomesse, addomesticate.

È di vitale importanza, in questo racconto che tutti stiamo scrivendo e vivendo, capire chi è l’eroe e chi è l’antieroe, perché rischiamo tutti di degenerare in qualcosa che non siamo, rischiamo tutti di lottare contro gli eroi di oggi, di diventare gli antieroi dei libri di storia degli anni avvenire, gli antieroi di domani. 

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