Psicologia Scuola e lavoro

Come si diventa un bullo a scuola (e nella vita)

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Febbraio 1, 2019

In linea di massima un bambino diventa un bullo a scuola (e nella vita) quando a casa ha subito gli effetti dell’atteggiamento più distruttivo che un essere umano possa mai avere: l’indifferenza. 

Visto che il bullo si sente, in qualche modo, non riconosciuto e ignorato, e che non ha una buona considerazione di sé stesso, tende a non avere nessuna considerazione per gli altri.

Nella maggior parte dei casi, dunque, essere un bullo ha che fare con una profonda paura di non avere valore, con un disprezzo per la propria debolezza che, a sua volta, si traduce in disprezzo per la debolezza altrui.

In altre parole, il bullo dentro di sé si sente inerme e impotente, per questo a scuola o fuori sente il bisogno di dominare, è l’unico modo che ha per sentirsi forte

In alcuni casi, egli osserva e imita comportamenti di genitori che gestiscono il conflitto con la violenza

In altri, viene spesso punito o è figlio di genitori con problemi di alcol e droghe. 

Qualsiasi sia la sua condizione familiare, il bullo vorrebbe essere amato e considerato ma non crede di avere nessuna qualità che lo renda meritevole di amore, così prova ad attirare l’attenzione con l’ostilità e l’arroganza.

Caratteristiche di un bullo

Il bullo a scuola è arrabbiato col mondo, e a volte è geloso degli altri perché non sembrano avere gli stessi problemi di disistima e carenza di attenzione

Il bullo può essere un bambino o può essere un adulto, può sfogare la sua rabbia a scuola, in famiglia, o su internet. 

Il bullo è il classico leone da tastiera che sputa veleno sui social perché non ha altro modo di sfogare la sua repressione.

È il bambino che spinge altri bambini a scuola e che li prende in giro su Facebook.

Il bambino che diventa il tifoso che prende a manganellate i fan della squadra avversaria;

o il bambino che diventa il razzista che ce l’ha con gli emarginati e gli immigrati;

o il bambino che a 40 anni diventa depresso perché non riesce a trovare gioia in nulla.

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Il bullo pensa solo a sé stesso. Visto che, inconsciamente, si sente privato di qualcosa, non si fa problemi a prendere più di quello che gli spetta. 

Nella sua mentalità è giusto attaccare, spingere, insultare, anche rubare, perché il danno all’altro non è altro che la giusta compensazione per essere sempre stato ignorato, o per non essere mai stato trattato con delicatezza, tenerezza e amore. 

Il bullo è figlio dell’ignoranza, dell’inconsapevolezza di quello che realmente serve a un essere umano per essere sano

Il bullo educa i figli nel modo in cui lui è stato educato. Non accetta manifestazioni di debolezza e usa maniere forti per imporre disciplina. 

Il bullo può essere uno di quei ragazzi che a scuola sono particolarmente inquieti e aggressivi, come quei cani che diventano pericolosi perché hanno imparato a ringhiare e a difendersi anche da chi vorrebbe solo accarezzarli. 

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Cosa fare quando ci si trova davanti a un bullo

Chiunque potrebbe diventare un bullo, a qualsiasi età e per qualsiasi ragione. Per questo bisogna stare particolarmente attenti quando incontriamo qualcuno che mostra gli atteggiamenti tipici del bullismo.

Entrare in conflitto non serve a molto perché, più che portare armonia, potrebbe inasprire i sentimenti personali di biasimo e disprezzo.

In più, più profonda sarà la sua ferita e più persone considererà come nemiche. Più forte sarà il suo senso di impotenza è più determinato sarà a trovare il potere.

È dunque necessario capire da dove nasce la tendenza al bullismo, per comprenderlo meglio, per contrastarlo meglio.

Ed è anche fondamentale, prima di reagire, tenere a mente che ogni gesto violento o sgarbato nei confronti del prossimo denota anche la presenza di un atteggiamento sgarbato e violento nei confronti di sé stessi. 

Se il bullismo nasce dall’indifferenza, ne consegue che può essere guarito grazie a un sincero interesse e a una sincera attenzione.

Soprattutto per i più piccoli il mostrarsi presenti e coinvolti può essere molto efficace, mentre per i più grandi richiede qualche sforzo in più.

Il bullo adulto sarà infatti più reticente a cambiare i suoi modi, ma non per questo con il giusto approccio e la giusta dose di pazienza non si possono compiere miracoli.

È importantissimo dare il buon esempio, mostrare cosa vuol dire rispettare il prossimo e, cosa essenziale, creare un ambiente accogliente, privo di giudizio.

Perché una volta che il bullo si sente realmente compreso e accettato per quello che è non avrà più motivo di affermare la sua identità denigrando e facendo del male.

Una volta che avrà imparato ad amare sé stesso, sarà capace di rispettare e amare anche gli altri.

Libri sulla stessa tematica:

L’età dei bulli, come aiutare i nostri figli

Cyberbullismo. Guida completa per genitori, ragazzi e insegnanti

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