Crescita Personale Relazioni

3 semplici regole per affrontare al meglio le liti in una coppia

on
Marzo 5, 2019

L’importanza di una relazione non si basa sulla quantità di tempo passato insieme, ma sulla solidità delle fondamenta che si sono costruite insieme.

Le incomprensioni e i litigi sono una parte normale di ogni relazione.

Anche nelle coppie più solide si litiga, ci si innervosisce, ci si lascia prendere dalla rabbia e si dicono cose che non si pensano.

Ciò accade perché un partner, a differenza di qualsiasi altra persona, è colui, o colei, da cui ci si aspetta di più, da cui si pretende di più, e che ha più probabilità di ritrovarsi coinvolto/a nelle nostre turbolenze emotive.

A un partner si dice tutto, ma può capitare che non si dicano proprio le cose più importanti, perché, possibilmente, si vuole essere compresi senza chiederlo o si ha paura della sua reazione.

Le liti diventano così un pretesto perfetto per ricalibrare le dinamiche interne della relazione, per dar sfogo a pensieri non verbalizzati e rafforzare le fondamenta del legame.

Per massimizzare l’efficacia del tempo passato a discutere e far sì che si arrivi ad una conclusione il prima possibile, è però utile tenere a mente che non sempre il motivo principale del litigio è quello più ovvio.

Una lite che si scatena per la mancata risposta a un messaggio o per un commento sarcastico, per esempio, potrebbe nascondere un’insoddisfazione di natura più ampia come la mancanza di attenzione o di fiducia nel proprio partner. 

Discutere sul merito del mancato messaggio o del commento fuori luogo potrebbe, allora, non portare a nulla, anzi, potrebbe far peggiorare la situazione.

Di contro, trovare le vere cause di queste piccole insoddisfazioni rende più semplice la comunicazione, e ci evita il duro lavoro di risolvere ogni singola incomprensione

Il motivo per cui entrare nel merito delle incomprensioni è opera così ardua è che ciascuno di noi ha una naturale tendenza a proteggersi e a non voler perdere.

Provando a giustificare costantemente le proprie azioni si arriva ad una sorta di metaforica lotta corpo a corpo dove il nostro interlocutore farà di tutto per non essere messo al tappeto, e viceversa.

Con un atteggiamento del genere, ovvero con un modus operandi basato sul sistema io-ho-ragione-tu-torto, è più difficile arrivare alla radice di multipli problemi e tantomeno alla loro soluzione.

L’alternativa è, per l’appunto, trattare i piccoli problemi come se fossero dei sintomi di un problema più grande, e dedicarsi all’identificazione di quest’ultimo.

In tal modo si riesce a dare una meta alla discussione, un obiettivo a cui puntare, insieme.

Una volta stabilita l’intenzione di voler discutere con cognizione di causa, basta seguire queste 3 semplici regole per affrontare al meglio la lite e diminuire l’impatto negativo delle ostilità che potrebbero emergere.

Prima regola:

    1.  NON ANDAR VIA

A prescindere dal motivo per cui si sta discutendo, a prescindere dalla gravità di quello che l’altra persona abbia potuto dire, non andar via, non sbattere la porta, o la portiera, non staccare il telefono.

Andar via nel bel mezzo di un’accesa discussione è il miglior modo per togliere potere all’altro, e ci dà l’illusione della vittoria quando, in realtà, non fa altro che far aumentare il risentimento.

Se ti sei agitato troppo o sei arrivata al punto in cui non riesci più a ragionare, dillo chiaramente, scusati e chiedi di fare una pausa per riassettare i pensieri.

Vedrai che se lasci passare del tempo tornerai alla discussione con più calma e con una prospettiva diversa.

      2.  RICORDATI DEL POSITIVO

Quando si è presi dalla frustrazione e non si riesce a vedere la luce alla fine del tunnel, è facile lasciarsi prendere dal pessimismo e vedere solo i tratti negativi dell’altra persona.

In questi casi lamentarsi è una sorta di droga che annebbia il cervello e ci fa voler continuare a criticare l’altro fino a quando questo non si arrende ed alza bandiera bianca.

Purtroppo, però, non è questa la reazione naturale di chi viene criticato.

Perché, di solito, più si punta il dito su una persona facendole notare gli aspetti negativi del suo carattere e più la persona perde fiducia in sé stessa e nella relazione.

Per questo ricordarsi di dire qualcosa di positivo come, “dopotutto ti amo” oppure “so che non è colpa tua”, ha il beneficio di abbassare i meccanismi di difesa del partner e iniettare una dose di speranza nella discussione.

Arriviamo così alla terza regola…

        3. NON RINFACCIARE

Come già detto, quando si entra nella modalità del io-ho-ragione-tu-torto si tende a voler portare l’altro alla resa, e per farlo si può arrivare ad usare determinate “armi”.

Queste armi possono essere gli errori passati del partner, i suoi difetti, i lati negativi del suo carattere, i suoi punti deboli.

La tecnica di rinfacciare liti passate o di giudicare il carattere dell’altra persona è attraente in certe situazioni perché aiuta a fare “punteggio”, a provare la propria superiorità, ma di rado aiuta la coppia in quanto:

  • denota mancanza di fiducia e la presenza di cattiva fede;
  • aggiunge carne al fuoco e distrae dall’obiettivo principale del litigio (rappacificazione); 
  • può creare risentimento e ferire il partner; 
  • può condurre a dei discorsi inutili e impossibili da risolvere, dei veri e propri vicoli cechi dai quali non si può uscire se non tornando indietro. 

In ogni lite il nemico principale della coppia è la mancanza di comunicazione provocata dall’incapacità di esprimere le proprie frustrazioni. 

Quando non siamo onesti con noi stessi e non diciamo le cose come stanno, ci lasciamo prendere più facilmente dalla rabbia e possiamo arrivare a dire o fare cose che ledono il nostro benessere e quello della persona che amiamo. 

La solidità di una relazione si costruisce attraverso la comprensione vicendevole dei bisogni di entrambi e attraverso la cooperazione per la loro soddisfazione.

Tutte le volte in cui si lascia una conversazione, o si evita di concentrarsi sul positivo, o si rinfacciano liti passate, si pensa non a cooperare ma a vincere facendo perdere.

In una coppia, invece, non può esserci chi vince e chi perde, perché se perde uno perdono tutti.

Non si può avere la proverbiale botte piena e la moglie ubriaca. 

Si può avere una moglie ubriaca (alias felice), solo se si è disposti a svuotare la propria botte di tanto in tanto, cioè a sacrificare le proprie ragioni e metterle da parte per lasciare spazio a quelle dell’altro. 

Grazie a questo piccolo atto di amore si evita che i litigi si trasformino in uno scontro distruttivo fatto di discussioni estenuanti e si fa in modo che diventino un momento di confronto costruttivo e di crescita per entrambi. 

Please follow and like us:
error
TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT

error

Ti piace questo Blog? Aiutaci a farlo conoscere :)