Crescita Personale

Perché ci lamentiamo e come smettere di farlo

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Luglio 19, 2019

Lamentarsi è una delle reazioni più immediate ai problemi della vita, e smettere di farlo richiede che prima si comprenda perché lo facciamo.

Per esempio, pensa a tutto quello che ti fa innervosire o indignare.

Per me sarebbe sacchetti di spazzatura che deturpano paesaggi naturali, sprechi di denaro pubblico, negligenza, automobilisti incivili, politici incompetenti, ecc.

Cosa si può fare?

In teoria risponderei che bisognerebbe sbracciarsi le maniche, ripulire le aree inquinate, battersi per un paese più equo e protestare.

Nella pratica non saprei da dove cominciare, e poi non ho tempo quindi… mi lamento.

Lamentarsi è un attività dal gusto strano, un po’ dolceamaro. Da un lato è qualcosa di palesemente brutto, qualcosa che chiunque non esiterebbe a dire che non sa da fare.

Dall’altro, è piacevole, ha un sapore buono anche se sai che, alla lunga, nuoce alla salute, un po’ come un hamburger di McDonald’s.

Adesso, non mi interessa riportare ovvietà sull’esigenza di lamentarsi di meno e agire di più.

Voglio parlare del perché lamentarsi è così attraente e del perché lo facciamo a dispetto della consapevolezza della sua inutilità.

Perché ci lamentiamo?

Prendiamo ad esempio l’inciviltà di alcune persone.

Quando guardo gente buttare carte per terra o guidare in modo indisciplinato succede qualcosa dentro di me.

Se reagisco lamentandomi, indignandomi, metto me stesso su un piedistallo, mi de-responsabilizzo, mi separo dagli altri, e mi sento diverso, in meglio.

Lo stesso, forse, vale anche per te, quando ti lamenti di chi non sa guidare indirettamente dici di essere migliore alla guida.

Quando ti lamenti di chi non sa educare i figli indirettamente dici di essere un miglior genitore.

Quando ti lamenti di chi inquina indirettamente dici di aver maggior rispetto per la natura.

Lamentandoti quindi non fai altro che raggiungere un senso di superiorità non solo grazie ai tuoi pregi e ai tuoi talenti, ma anche mettendo in evidenza le mancanze altrui.

Per questo è lamentarsi è così comodo e facile da fare, per questo attira.

La cosa da ricordare è che più ci si lamenta e più si creano i presupposti per un’immobilità mentale e fisica.

Il senso di superiorità provato da chi si lamenta non solo può essere parzialmente falso, ma anche deleterio.

È una distorsione che porta a vedere tutto storto all’esterno e mai niente all’interno.

Così ci dà l’autorizzazione a non fare nulla, a non crescere. Perché nella mente di chi si lamenta sempre sono gli altri a dover cambiare, mai sé stesso.

Allora cosa succederebbe se, ipoteticamente, una persona non smettesse mai di lamentarsi?

Passerebbe forse una vita intera a non fare nulla di costruttivo, non riuscirebbe mai a cambiare nulla o ad avere un impatto positivo sulla vita di nessuno.

Presumo che se uno si lamentasse senza remore o freni diventerebbe completamente passivo, finirebbe per sentirsi una vittima, un impotente, un incapace, un inetto.

Ovviamente sarebbe un caso estremo. Ma è un caso estremo che serve a ricordare dove si va a finire seguendo la strada del biasimare gli altri per quello che c’è di storto nel mondo

Ma basta lagne, passiamo alla soluzione.

Come si fa a smettere di lamentarsi?

Innanzitutto ricorda che lamentarsi è un vizio, come fumare o mangiarsi le unghie, e che anche se smettere di farlo non è semplicissimo, è fattibile.

Se dunque condividi l’esigenza di piantarla con i lamenti comincia col farti due semplici domande:

  1. Ho contribuito anch’io a questo problema? e

2. C’è qualcosa che posso fare per migliorare la situazione?

Se la risposta a entrambe è fallo, fa qualcosa, e non solo non avrai più motivo di lamentarti ma ti assicuro che ti sentirai anche meglio.

Se la risposta è invece no accetta il fatto che lamentarti non ti porterà da nessuna parte.

Ci sono alcune cose che è meglio lasciar risolvere agli altri e non ha senso lottare contro tutto quello che c’è di sbagliato attorno a noi.

Un ultima cosa.

Puoi sempre trovare qualcosa di storto nel mondo o nelle persone, è facile.

Molto più difficile è porre l’attenzione su quello che c’è di giusto, scovare la bellezza nelle cose che diamo per scontate, nelle persone con cui viviamo ogni giorno.

Alla fine non siamo così impotenti come possa sembrare.

Un semplice cambio di prospettiva può fare miracoli nel migliorare il nostro stato d’animo e la nostra capacità di trovare soluzioni ai piccoli e grandi problemi della vita.

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