Benessere Crescita Personale

Quello che c’è da sapere sulla meditazione

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Agosto 7, 2019

La meditazione è un’antichissima pratica di allenamento della mente che permette di distaccarsi dai propri pensieri.

Perché, in realtà, non abbiamo una sola mente ma due, una che pensa (e sente) e una seconda che osserva quello che la prima pensa (e sente).

In teoria, entrambe hanno un unico obiettivo, massimizzare il benessere e tenere lontana, il più possibile, la sofferenza.

In pratica, la prima mente, quella che pensa e che sente, può arrivare a sabotare le possibilità di riuscita di tale obiettivo e arrivare a creare sofferenza invece che benessere.

Quando questo succede diventa dunque essenziale affidarsi alla seconda mente per tenere a bada la prima, altrimenti si rischia di immedesimarsi troppo con quello che si pensa e si sente, di appesantire la vita con pensieri ed emozioni negative come l’invidia, lo scoraggiamento, la gelosia o la rabbia.


La meditazione è la dimensione della seconda mente

Quando emozioni del genere prendono il sopravvento, uno dei modi migliori per imparare a distaccarsene è quello di meditare.

Meditando si entra infatti nella sfera della seconda mente, si permette a essa di acquisire il controllo e si impara a non farsi trascinare da ogni pensiero.

Perché i pensieri sono un po’ come i treni: quando passano possiamo salirci su o rimanere sulla banchina a guardarli sfrecciare davanti ai nostri occhi.

Nell’atto della meditazione, se arriva un pensiero come “ho dimenticato di stendere la biancheria”, si rimane lì e si lascia passare.

Vivendo distrattamente, invece, si sale su e ci si lascia trasportare:

“Ho dimenticato di stendere la biancheria, adesso farà puzza di umido e dovrò lavarla di nuovo, ma non ho tempo perché devo andare a fare la spesa, e se non la faccio oggi quando la faccio? Domani c’è  la recita e poi… oddio la recita! Devo andare a prendere il vestito dalla sarta; potrei mandare Luca, ma figurati se quello mi aiuta in qualcosa, non fa mai niente!”

Quante ore delle nostre giornate vengono sprecate appresso a pensieri del genere?

Quante ore passiamo proiettati nel futuro o nel passato, dimenticandoci di vivere il momento presente?

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Come meditare

Come si può già intuire, la meditazione è una pratica che aiuta a trovare tranquillità e serenità mentale.

Ma, esattamente, come si fa a meditare?

Ci sono diversi modi, perché esistono diversi tipi di meditazione.

Per esempio, diversi anni fa mi hanno insegnato una tecnica molto semplice:

ci si mette seduti in un luogo tranquillo, senza musica o distrazioni, e si ripete il mantra “OM” in silenzio, all’interno della propria testa;
quando arrivano dei pensieri, si rimane calmi a guardarli passare e ci si concentra nuovamente sul mantra. Bastano 20 minuti alla mattina o alla sera.

Qualche tempo dopo ho imparato la tecnica del respiro:

si rimane seduti, con la schiena dritta e le mani gentilmente appoggiate sulle cosce, palmi in sù, o unite a mò di coppa sul basso ventre;
poi, con gli occhi chiusi, o semichiusi, si pone l’attenzione sul respiro, si conta fino a 4 quando si inspira gonfiando la pancia, si trattiene il respiro per un’altra manciata di secondi, e poi si rilascia gentilmente l’aria sempre contando fino a quattro;
tutto ciò va ripetuto, al mattino o alla sera, per il tempo che si desidera, e, come nella tecnica di prima, se si viene distratti dai pensieri non bisogna scoraggiarsi, ma tornare a concentrarsi sul respiro.

persona che medita

Leggi anche: Ego vs Io, qual’è la differenza

L’essenza della meditazione: essere presenti

Queste sono solo due delle miriadi di tecniche disponibili.

Ci sono meditazioni guidate, con musica rilassante o suoni della natura in sottofondo (disponibili online, su YouTube o su alcune App).

Ci sono poi meditazioni che sono incentrate a instillare amore e gentilezza, meditazioni che servono a trovare risposte a domande esistenziali, meditazioni che fanno parte di terapie contro l’ansia o la depressione.

Non importa quale tecnica scegli, l’importante è capire che la meditazione, come dice il maestro Osho nel suo libro, Che cos’è la meditazione, non è assolutamente nulla di complicato, che non ci sono regole, né un tempo preciso.

La meditazione si può praticare in ogni momento della giornata, mentre svolgiamo qualsiasi compito.

L’elemento essenziale è ESSERE PRESENTI, pensare a quello che si sta facendo, e a nient’altro.

Ecco un passo del libro summenzionato che racchiude il senso più profondo di una vita “meditativa”:

“Qualunque cosa fai, falla con grande attenzione, allora anche le piccole cose diventano sacre. Allora cucinare o pulire diventa sacro, diventa devozione. Non si tratta di cosa stai facendo, ma di come lo fai. Puoi pulire il pavimento come un robot, meccanicamente: devi pulire, e quindi pulisci. Ma così ti sfugge qualcosa di bello; sprechi quei momenti solo per pulire il pavimento. Pulire il pavimento avrebbe potuto essere una grande esperienza e tu te la sei fatta sfuggire. Il pavimento è pulito, ma qualcosa che avrebbe potuto succedere dentro di te non è successo. Se fossi stato consapevole, non solo il pavimento, ma anche tu avresti sentito pulizia. Pulisci il pavimento pienamente consapevole, luminoso di consapevolezza. Lavora, oppure stai seduto, o cammina, ma il filo conduttore dev’essere uno: fai in modo che sempre più momenti nella vita siano luminosi di consapevolezza

Osho

In sostanza, dunque, imparare a meditare ci permette di fare una scelta: continuare a dividere la nostra attenzione tra quello che facciamo e quello che pensiamo, o vivere, completamente, nel QUI E ORA.

Nel qui e ora c’è meno stress, c’è meno ansia, la pressione sanguigna si abbassa, si dorme meglio.

Nel qui e ora tutto è possibile e non c’è nulla da fare, eccetto respirare e stare in pace col mondo, e con sé stessi.

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