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Felicità

Perché viaggiare rende più felici di fare shopping

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Maggio 24, 2019

Oggi voglio parlare del perché viaggiare rende felici e, nello specifico, del perché rende più felici di fare shopping.

Come forse avrai già sperimentato, sia viaggiare che fare compere possono avere benefici consistenti nello stato di benessere di una persona.

Ma quello che forse non sai è la durata di questo stato di benessere non è la stessa nel tempo.

Secondo le ricerche della Cornell University, infatti, mentre la sensazione di piacere che si prova nel comprare cose (e il loro stesso valore) diminuisce nel tempo, il valore dei ricordi che ci può regalare un viaggio, o una nuova esperienza, aumenta.

In altre parole, la felicità che deriva dal fare shopping è solamente temporanea.

Questo è il primo motivo del perché viaggiare serve di più alla nostra felicità del comprare.

Specialmente quando è solo un modo per ovviare alla noia o alla monotonia di una vita senza stimoli, lo shopping raggiunge solo parzialmente il suo scopo.

Nel giro di niente le cose che compriamo passano dall’essere il nuovo all’essere il solito, qualcosa a cui siamo abituati, che diamo per scontato, che ci dimentichiamo persino di avere.

D’altro canto,

Potresti mai dimenticarti di un viaggio con il tuo partner in Turchia?

Dimenticheresti mai di aver visto Parigi o la muraglia cinese o la statua della libertà?

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Perché viaggiare arricchisce

Alla fine, il vero valore di quello che compriamo non sta nel prezzo, ma nel modo in cui ci fa sentire, non soltanto nel momento dell’acquisto ma anche negli anni avvenire.

Guardando indietro nel tempo cosa ti darebbe più soddisfazione, ripensare a quel giorno in cui comprasti un bel paio di scarpe in saldo o a quella settimana in Puglia con gli amici?

Non sto dicendo di passare dall’app di Zara all’app di Ryanair. È indubbio che alcune cose servono e vanno comprate.

Il punto centrale qui è che quando abbiamo già quello che serve, e la scelta è tra comprare ancora o spendere gli stessi soldi per fare delle esperienze, scegliere le ultime potrebbe regalare maggiore felicità, sia nel breve che nel lungo termine.

Il viaggio giusto, nel momento giusto, con le giuste persone, aiuta a cambiare prospettiva.

Entrare in contatto con culture diverse dalla nostra rende più aperti e tolleranti, e sapere cosa c’è al di là dei confini del proprio orticello diminuisce l’impatto della paura dell’ignoto… e del diverso.

Lo stesso vale per tutte quelle esperienze che ci fanno uscire dalla nostra zona di confort, per quelle esperienze che ci mettono in una veste nuova, che ci portano a fare qualcosa che non pensavamo di poter fare.

Fare un viaggio e fare shopping: la differenza

Più volte nella vita ho detto mi sono pentito di aver comprato quel giubbotto, o quella macchina, o quel cellulare.

Ma mai nella vita ho detto di essermi pentito di aver fatto un viaggio, anche se è stato un viaggio andato male, anche se si è rotta la macchina nel bel mezzo delle montagne e abbiamo dovuto attendere il carro attrezzi per strada, di notte; anche se hanno sbagliato la prenotazione e ci hanno dato una stanza sola per quattro persone; anche se l’aereo ha ritardato e abbiamo perso la coincidenza.

Perché è questa la differenza principale tra un viaggio e lo shopping: quando un acquisto va storto diventa spazzatura, qualcosa che si regala o si butta via insieme ai soldi spesi e alle ore lavorate per poterlo comprare.

Quando qualcosa va storto durante un viaggio, invece, può trasformarsi in un avventura, in una storia da raccontare, in un ricordo.

E sono proprio i ricordi che renderanno la tua vita migliore, che ti faranno sentire ricco che, all’età grande, ti faranno sentire di aver realmente vissuto.

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Leggi anche: Vivere all’estero ti aiuta a scoprire chi sei

Insegnate ai figli a viaggiare più che a comprare

La mia vita non sarebbe stata la stessa se mio padre non mi avesse insegnato a viaggiare, se già dalle scuole medie non mi avesse mandato in Inghilterra per imparare l’inglese.

Grazie a lui ho capito che insegnando ai figli a viaggiare li mette nelle condizioni di fidarsi di sé stessi e di imparare a confrontarsi con culture diverse.

Quando da piccolo hai visto diversi posti nuovi, cresci con una concezione del mondo come qualcosa da esplorare e non da temere.

Così, se ti capita di voler andare a vivere all’estero per lavoro o studio lo fai con entusiasmo e adrenalina, lo fai perché sai che ti può servire a crescere e a diventare una persona migliore.

Poi può darsi che torni o che rimani fuori, ma in ogni caso avrai dato la possibilità a te stesso di uscire dalla tua zona di confort e facendolo avrai imparato qualcosa di te stesso.

Non sottovalutare dunque l’importanza del viaggio come strumento di arricchimento e scoperta personale, e non pensare al peggio quando viaggi.

Pensa al meglio.

Pensa che sì, viviamo in un mondo dove capitano cose brutte, ma viviamo ancien un mondo dove capitano cose stupende, dove puoi viaggiare nella maggior parte delle nazioni senza avere paura di quello che ti può capitare.

Perché viaggiare ti porta ad avere fiducia nel prossimo, e ti porta ad apprezzare il mondo in cui vivi, il mondo di cui tutti facciamo parte.

Lettura consigliata per grandi e piccoli: Mappe. Un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo

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