pensare troppo fa male al cervello
Psicologia

Pensare troppo fa male al cervello e toglie energia vitale

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Settembre 30, 2019

Pensare troppo fa male al cervello, e all’anima, perché intasa la mente con pensieri che, nella maggior parte dei casi, sono irrilevanti.

Rimuginare, infatti, non serve, ti fa incartare, ti toglie energia, ti appesantisce la vita… e non lo dico solo, ma lo dice anche la scienza e, soprattutto, lo dice mia nonna.

“Gli uomini non sono prigionieri dei loro destini,

ma sono solo prigionieri delle loro menti”

Franklin D. Roosevelt

Ti sarà forse capitato in passato di incontrare qualcuno con livelli di energia fuori dal normale, forse un amico, un parente o un collega di lavoro che faceva cose che noi poveri mortali riusciremmo difficilmente a fare tipo svegliarsi alle 6 del mattino per andare a correre prima di un turno di 10 ore.

Mia nonna, per esempio, non corre, ma a 84 anni si sveglia alle 5:30 e passa intere giornate a cucinare, lavare e stirare senza mai riposarsi un attimo, senza mai lamentarsi.

Ma come fa? 

Me lo chiedo spesso, soprattutto quando sento il bisogno di fare un pisolino già qualche ora dopo essermi svegliato.

E la risposta che ho trovato è personale ovviamente, ma forse anche comune.

In poche parole, il segreto dell’energia di mia nonna è… non pensare.

Non dico che lei non abbia pensieri, ma che, semplicemente, non si sofferma troppo su di essi, che non passa ore a rimuginare o a farsi troppe domande, che non ha nessun conflitto interiore da risolvere.

Poi non dirige la sua attenzione a trovare le risposte sul suo futuro, a scoprire chi è, cosa farà.

Lei ha già trovate le sue risposte e, nel bene o nel male, la vita le sta bene così com’è.

pensare troppo fa male al cervello
Io e mia nonna

Pensare troppo fa male al cervello: l’arte di rimuginare sul negativo

L’atto di rimuginare è tipico di chi è propenso a pensare e ripensare ad eventi negativi passati e a eventualità negative future.

In queste circostanze pensare troppo fa male al cervello in quanto è spesso associato con l’ansia e la depressione, fa sentire impotenti e paralizza le abilità di problem-solving.

Secondo la psicologa Susan Nolen-Hoeksema, rimuginare è un po’ come bere troppo o mangiare troppo, cioè un metodo compensativo che serve a colmare un vuoto o una paura profonda.

In sostanza abbiamo l’illusione di potere ottenere il controllo quando pensiamo troppo, forse perché crediamo di poter valutare meglio una situazione o scovare delle verità nascoste in fondo ai ricordi.

Ma la verità è che molte persone rimuginano per distaccarsi dalla realtà ed evitare di affrontare concretamente i loro problemi.

Ci vuole invece un atto di grande coraggio per abbandonare le manie di controllo e vivere senza pensieri, senza essere prigionieri delle nostre menti.

Mia nonna ci riesce e c’è sempre riuscita grazie alla sua fede nel suo destino.

Lei, sostanzialmente, ha sempre accettato quello che viene e non ha mai provato a combattere gli aspetti indesiderabili della sua realtà.

L’atteggiamento tipico della sua generazione, che potrebbe rasentare la rassegnazione passiva in certi casi, l’ha aiutata a sviluppare una sorta di riluttanza verso la negatività e l’ansia che deriva dal voler tenere tutto sotto controllo.

Per mia nonna è mille volte meglio non pensare, concentrarsi sulle cose positive, sulla salute, sui nipoti, sulle ricette.

Io, d’altro canto, mi sono più volte sentito sovraccaricato come uno di quei computer che provano a processare più operazioni contemporaneamente, a caricare un file video mentre provano a salvare un file word e a scaricare la discografia dei Queen.  

Mentre lei usa la sua mente per pensare al qui e ora, io devo anticipare cosa mi accadrà in futuro così da poter meglio programmare il presente mentre tengo a bada l’esigenza di attraccarmi agli errori del passato… e la rotella del computer mentale in panna gira e gira e gira.

pensare troppo fa male al cervello

Smettere di rimuginare ti dà energia

La lezione che ci insegna mia nonna è che se ci si concentra su poche azioni e pensieri alla volta si risparmia energia vitale.

Soprattutto se queste azioni sono coinvolgenti e rendono felici si riesce ad avere accesso a un entusiasmo e una carica che il riposo, le barrette energetiche o la caffeina non potranno mai dare da soli.

Pensa, per esempio, a come ti senti il giorno prima di partire per una vacanza, o il giorno in cui inizi un nuovo lavoro.

Quando la nostra vita è piena di attività coinvolgenti riusciamo ad attingere a una riserva di energia infinita, mentre quando evitiamo di vivere per rimuginare questa energia si esaurisce nel nulla, in un vortice di pensieri che offuscano la mente e la serenità.

Un ottimo modo per smettere di pensare troppo è allora quello di fare, di agire, di trovare qualcosa che riesce a distrarci e a convogliare la nostra attenzione.

Se pensare troppo fa male al cervello e all’anima, agire libera la mente e fa smuovere il corpo, fa sentire vivi.

Se, poi, non sai cosa fare perché non hai le idee chiare, prova un altro tipo di riflessione, la riflessione positiva.

Quando pensare fa bene

Quando il pensare è diretto alla formulazione di un piano d’azione non ha lo stesso effetto negativo del rimuginare.

In questi casi si è diretti a trovare una soluzione concentrandosi su degli obiettivi che dovrebbero essere per lo più costruttivi, oppure si ha l’intenzione di capire il motivo di un fallimento per imparare dai propri errori.

Immagina, per esempio, che ti abbia lasciato il partner.

Pensare troppo alla relazione, rivivendo ogni lite, provando a scorgere i primi segni della rottura, condurrebbe con facilità a uno stato di amaro risentimento, rabbia o senso di colpa.

Più mettiamo gli eventi negativi al microscopio, infatti, e più troveremo motivi per accusare o accusarci, diventando ciechi al bello che c’è stato o che rimane.

L’alternativa é pensare alla situazione con obiettività emotiva, chiedendosi cos’è andato storto, cosa si potrebbe fare per risolvere la situazione o evitare di fare gli stessi errori in futuro.

Lo so, è più facile a dirlo che a farlo, ma se non lo fai sai già quello che ti aspetta, cioè una vita passata in balia delle nostre razioni emotive a quello che ci accade, a rimuginare su come sarebbe potuta andare una storia, o su un’opportunità mancata.

Pensare troppo fa male al cervello, allora smetti di farlo

C’è un vecchio detto in Sud Africa secondo cui c’è un solo modo di mangiare un elefante, ovvero un pezzo alla volta.

La nostra esistenza, insieme a tutte le sue incertezze e problematiche, è un elefante.

Tienilo a mente la prossima volta in cui ti sentirai ingolfato/a nel tentativo di risolvere un dubbio, quando ti ritroverai a pensare e ripensare alla tua vita, al tuo passato e al tuo futuro, senza concludere niente.

E in tutti questi casi ricordati di:

  1. provare a pensare meno, dando priorità alle soluzioni più che ai problemi;
  2. lasciar andare tutte quelle domande a cui non è possibile rispondere;
  3. concentrarti solo su quale sia il primo passo disponibile, quello più ovvio;
  4. trovare attività che ti possono aiutare a distrarti e a sentirti più vivo/a.

In ultima analisi, pensare troppo è un po’ come accellerare con la macchina in folle, si spreca benzina senza andare da nessuna parte.

Nonostante possa anche dare l’illusione del controllo, farsi troppe domande e preoccuparsi eccessivamente sul futuro non fa altro che limitare la naturale predisposizione della mente a guidarci verso la felicità e ci deruba di preziosa energia vitale.

Il pensiero è invece produttivo quando:

  • è diretto a trovare soluzioni concrete a problemi concreti;
  • a pianificare strategie pratiche per raggiungere obiettivi chiari e definiti;
  • a fare domande importanti su questioni che stanno a cuore;
  • a trovare ottimismo e fiducia in sé stessi.

Pensare in tal modo è in sé attività molto utile, e tutta l’energia impiegata a farlo è energia molto ben spesa.

Lettura consigliata: Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male

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