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Sviluppo personale

Dipendenza dal cellulare, cosa comporta e come superarla

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Febbraio 27, 2019

La dipendenza dal cellulare diventa un fenomeno sempre più comune e sempre più insidioso al giorno d’oggi.

Gli smartphone sono ormai così popolari che nessuno ci fa caso se camminiamo col naso dentro lo schermo o guidiamo mentre mandiamo registrazioni su Whatsapp.

Eppure non è sempre stato così, e guidare col telefono in mano, oltre che essere illegale, non è neanche tanto normale.

Quando ero ragazzino io… non ricordo come cavolo si faceva a vivere senza cellulari.

Non ricordo come si passavano le serate al pub senza controllare la pagina Facebook, o senza farsi dei selfie, o senza le storie Instagram. Sul serio come facevamo? 

Uso eccessivo e dipendenza dal cellulare, un cambiamento radicale

È vero che gli smartphone hanno colpito in pieno le nuove generazioni ma è anche vero che le altre si sono lasciate facilmente trasportare, perché se pure mia nonna non può fare a meno di mandare GIF e meme su whatsapp qualcosa di radicale è cambiato. 

E forse è cambiato che, rispetto a prima, diverse ore del nostro tempo ogni giorno vengono tolte ad alcune cose e dedicate ad altre che, alla lunga, avranno una rilevanza e importanza… beh, diciamo relative. 

Parlo sopratutto di me stesso qui. E mi riferisco al fatto che quando controllo l’utilizzo giornaliero del mio cellulare e mi indica di aver utilizzato i social media per due ore e mezza non ti saprei dire che cosa ho visto, letto o imparato durante quel tempo.

È qui che l’uso eccessivo del cellulare può sfiorare la dipendenza.

Perché nonostante l’inutilità dell’uso del cellulare spesso non riesco a fare a meno di usarlo.

Potrei leggere mezzo libro in due ore e mezza, potrei guardare un film o costruire una casa su un albero in due ore e mezza.

E rimarrebbero delle prove dell’utilizzo di quel tempo: la mia conoscenza del libro o del film e, la casa sull’albero. 

Ma cosa ci resta dopo aver passato delle ore davanti lo schermo di un telefono? 

Dipendenza dal cellulare vs dipendenza dalle sigarette

Ho letto un articolo di recente che paragona l’utilizzo degli smartphone al fumo, nel senso che quello che il cellulare fa al nostro cervello le sigarette lo fanno ai nostri polmoni. 

In sostanza, gli smartphone sono come le sigarette. 

Così come fumare comporta, a lungo andare, un deterioramento dei polmoni, passare diverse ore ogni giorno davanti lo schermo di uno smartphone porta a un deterioramento della memoria, della postura, della capacità di prestare attenzione  e, in base al tipo di pagine che si seguono sui social, persino della capacità di provare empatia. 

E le similitudini non finiscono qui.

Così come, tra le altre cose, si fuma per distrarsi, si prende anche il cellulare per distrarsi, per allontanare la noia o l’ansia di stare in mezzo agli altri, per soddisfare la voglia di qualcosa, per essere visti o sentirsi apprezzati, o per vedere quel magico tondino rosso delle notifiche e sentire la brevissima ed inutilissima eccitazione della sorpresa.  

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Leggi anche: Resilienza psicologica, cos’è e perché è importante svilupparla

Effetti di un uso eccessivo degli smartphone

Il principio, dunque, è lo stesso delle sigarette: brevissimi, istantanei e passeggeri momenti di un piacere facilmente disponibile ed effimero che, nell’arco di un prolungato periodo di tempo, provocano danni più o meno consistenti alla nostra salute mentale e fisica. 

Si possono notare gli effetti di un uso eccessivo del cellulare e della tecnologia in generale quando

  • non si riesce a concentrarsi per molto tempo senza avere il pensiero ricorrente di guardare lo schermo;
  • non si riesce a svegliarsi la mattina o vivere determinati momenti della giornata (come la pausa pranzo) senza controllare l’app di Facebook o Instagram; 
  • non si riesce a distaccarsi per troppo tempo dal proprio smartphone o il distacco stesso provoca ansia;
  • non si riesce a passare un’intera serata fuori senza controllare più volte le proprie notifiche.

Ritornando al parallelismo con il fumo, ai fumatori succede qualcosa di simile:

  • hanno bisogno di uscire ad accenderne una sigaretta ogni intervallo di tempo; 
  • sentono il bisogno di fumare in momenti specifici della giornata tipo dopo i pasti o durante un drink;
  • non riescono a passare un’intera serata fuori senza accendere almeno una sigaretta.
  • non riescono ad alzarsi al mattino senza pensare a quando accendere la mia prima sigaretta.

Il parallelismo è evidente, anche se ci sono pur sempre moltissime differenze, la più sostanziale tra le quali è il fatto che la tecnologia ha un’utilità.

Un’utilità che si trasforma però in pericolo quando si passa dall’avere un telefono per gestire meglio la propria vita all’essere gestiti da un telefono.

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Leggi anche: Smettere di fumare, benefici per l’autostima

Cosa si può fare per ridurre la dipendenza dal cellulare

Beh, visto che, attualmente, sono anch’io un po’ dipendente dal mio smartphone non ho risposte facili, ma di certo posso riportare quello che ho imparato quando ho smesso di fumare.

Prima di tutto, non si può sconfiggere nessuna dipendenza se non c’è una chiara e solida intenzione di farlo.

Non sarei mai stato in grado di smettere di fumare, dopo 15 anni, se non fossi stato assolutamente convinto di volerlo fare.

Non starò dunque qui a dirti di usare meno il tuo cellulare perché è un tuo sacrosanto diritto farlo, e se ti va di passare le tue serate a scrollare la bacheca Instagram e commentare sui post di Facebook, fa pure. 

Se, però, anche tu senti una forte esigenza di allentare il controllo che il cellulare ha su di te considera questo:

Per me è stato più facile buttar via le sigarette quando ho veramente capito che non mi succedeva nulla se non fumavo. Allo stesso modo,

  • non finirà il mondo se non partecipi alla vita sui social per un giorno;
  • non finirà il mondo se non rispondi a una chiamata o a un messaggio;
  • non finirà il mondo se lasci il telefono a casa di tanto in tanto e ti dedichi a qualcosa di più importante per te.

Siamo tutti liberi di scegliere dopotutto, siamo tutti liberi di stabilire delle priorità più salutari, liberi di dirigere l’attenzione verso quello che riteniamo essenziale. E per farlo basta usare la volontà.

Con la volontà si può ridare valore al tempo. Con la volontà si può smettere di essere continuamente distratti e attratti da cose inutili e dannose, e dedicarsi a ciò che, invece, ci fa stare bene.

Si sono impiegati decenni a capire che le sigarette facevano male alla salute, e spero non ci vorrà così tanto a capire fino a che punto un utilizzo esagerato degli smartphone possa far male alla nostra mente. 

Ma, fino a che non si svilupperà questa consapevolezza, considera che ci vuole un attimo a decidere di posare il cellulare e vivere maggiormente nel momento presente.

Perché, a prescindere da quello che le tue email o notifiche possano dirti (e darti), voglio credere che il vero valore di una vita stia nelle cose reali che viviamo tutti i giorni e non in quelle virtuali che vediamo sullo schermo dei nostri cellulari. 

Lettura consigliata: Selfie. Narcisismo e identità

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