come ritrovare se stessi
Consapevolezza

Come ritrovare se stessi grazie alla tecnica della “scheda del personaggio”

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Marzo 22, 2020
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Mi è capitato più volte nella vita di perdere completamente traccia di quello che ero e di interrogarmi sul come ritrovare se stessi.

Se hai letto la mia storia avrai notato che ho vissuto una moltitudine di esperienze in una moltitudine di luoghi nella vita, e che molte di queste non hanno nulla a che fare con quelle che ho poi scoperto essere le mie inclinazioni.

Allora perché farle? Mi potresti chiedere.

Beh, in questo articolo voglio provare a dare una risposta che possa aiutare chiunque abbia bisogno di trovare un senso nell’apparente incoerenza e confusione della propria vita.

E per farlo ho deciso di utilizzare l’approccio degli scrittori quando devono definire i tratti dei personaggi dei loro racconti: il metodo della scheda del personaggio.

Prima di scrivere una storia è infatti essenziale conoscere la personalità del protagonista, altrimenti diventa quasi impossibile scrivere una trama convincente.

In ogni storia che si rispetti si comincia sempre con un contesto e un azione: qualcuno vive da qualche parte, poi qualcosa accade e quel qualcuno reagisce.

Se non si conosce la sua personalità come si fa a scegliere l’azione che compierà?

Allo stesso modo, se non sai chi sei, come farai a decidere quello che farai della tua vita?

Leggi anche: Il metodo completo per capire cosa fare nella vita ed essere più appagati

Chi sei? 4 Tipologie di persone

Ognuno di noi è diverso e ci sono una miriade di tipologie di persone al mondo.

Quando però si tratta di avere le idee più o meno chiare su chi si è veramente credo che di tipologie ce ne siano solo 4:

  1. Chi lo sa da subito
  2. Chi lo scopre dopo
  3. Chi non si pone il problema
  4. Chi non l’ha ancora scoperto

Nella tipologia numero uno troviamo quelli che già da bambini sapevano cosa volevano diventare da grandi e che poi lo sono diventati.

Nella due ci sono quelli che, all’università o nei loro vent’anni, hanno trovato un settore lavorativo e vi hanno dedicato la loro inamovibile attenzione.

Nella tre c’è chi fa quello che capita senza chiedersi se ci siano o meno altre alternative.

E infine nella quattro c’è la fetta di popolazione degli indecisi, chi non è mai soddisfatto di quello che fa, chi intuisce di avere un potenziale inespresso e non sa come accedervi.

Leggi anche: Cose da sapere per avere più fiducia in se stessi

Come ritrovare se stessi e il proprio personaggio

1. Trova il filo rosso

A quale tipologia di persone appartiene il tuo personaggio?

È la tua la classica storia del “sin da piccolo ho sempre voluto fare…” o forse quella che parla di una persona meno sicura di sé ma con una grande sensibilità artistica?

Come tutti, anche il nostro personaggio ha una storia e un passato: avrà probabilmente vissuto certe esperienze e subito la sua buone dose di delusioni.

Se fa parte della tipologia 4, poi, avrà forse cambiato diverse città e provato diversi lavori.

Cosa accomuna tutte le sue esperienze di vita? Qual’è il filo rosso che le unisce?

Riesci a trovare la coerenza nell’incoerenza e nella disparità di eventi?

Che tipologia di errori tende a compiere?

Una volta individuata la fonte delle scelte sbagliate si può finalmente provare a fare scelte diverse per riscoprire un altro pezzetto di personalità.

Quando, per esempio, ho capito che il mio sogno di fare il musicista era legato a un mio inconscio bisogno di connessione è stato come aprire gli occhi per la prima volta. In quel momento ho scoperto cosa vuol dire la libertà di decidere.

Ho capito che c’erano altri modi di ottenere connessione e affetto e che non avevo bisogno di diventare una rockstar per avere valore. Scoprendo il filo rosso che univa le mie scelte di vita ho potuto finalmente agire sulla base di presupposti diversi, non più “come ottenere rispetto e stima dagli altri” ma “come rendere me stesso più felice e appagato“.

Leggi anche: Il sogno di andare a vivere in America, tra speranze e illusioni

2. Trova casa

Dove abita il nostro personaggio? O meglio, dove si sente a casa?

Casa è il posto in cui ti senti tranquillo, il posto dove tutto ha senso.

Senza una casa, intesa sia come luogo geografico che fisico e sociale, il nostro personaggio non ha motivo di esistere.

Per lui la casa è sì una città o un paese, ma è anche fatta di persone.

C’è un vecchio detto tibetano che dice:

Laddove tu abbia amici, là c’è la tua nazione, laddove tu sia amato, là c’è la tua casa.

Ecco che, per trovare casa, possiamo orientarci grazie all’amore delle persone.

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3. Fatti guidare dall’amore

Perché il nostro personaggio è amato?

Le persone che ci amano sono uno specchio fondamentale in quanto ci mostrano quale parte di noi stessi, della nostra natura, entra in risonanza con l’esterno.

Considera che non può esserci amore vero laddove una persona mente a se stessa o agli altri.

L’amore più puro nasce sempre dal contatto tra le parti più vere di due persone.

Comprendi allora il motivo principale per cui le persone ti amano e usalo per capire come ritrovare te stesso/a e delineare la personalità del tuo personaggio.

Affidati alla saggezza di chi ti vede dall’esterno e di chi non è annebbiato dalle tue stesse incertezze.

Si potrebbe trattare di un genitore (anche se è difficile per alcuni fidarsi dell loro obiettività) oppure di un partner o di un amico.

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4. Cerca nel passato… con cautela

Un altra fondamentale fonte di informazione per ritrovare se stessi è il passato.

Cosa pensa oggi il tuo personaggio quando guarda un vecchio album di foto o rilegge il suo diario personale?

A distanza di mesi o anni il valore che diamo a certe cose diminuisce così come l’appiglio di certe emozioni.

Così quest’atto di osservare il sé di altri tempi ci fa capire se è cambiato o meno qualcosa.

Immagina di vedere una foto che risale al tuo primo giorno di lavoro, in cui eri entusiasta e pieno di speranza.

Quanto di ciò che provavi ieri è uguale a quello che provi oggi? Quanto è diverso?

E se è diverso è diverso in meglio o in peggio?

Se oggi sei completamente insoddisfatto di quello stesso lavoro può voler dire solo due cose: che sono cambiate le circostanze o che se cambiato tu.

Se sei cambiato tu cosa ti ha fatto cambiare? Pensi di avere acquisito più saggezza/maturità o sei diventato più cinico?

Attento non soffermarti troppo sui ricordi: non si tratta qui di rivivere i bei tempi andati e di lasciarsi prendere dalla nostalgia.

Il nostro personaggio segue un percorso evolutivo e gli eventi dovrebbero avere lo scopo di renderlo una persona migliore.

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5. Trova qualcosa che sia vero

Abbiamo già detto che se si vuole capire come ritrovare se stessi bisogna partire da ciò che è vero.

Alcune verità le possiamo scoprire dagli altri, da chi ci ama e da chi ci conosce.

Il resto lo dobbiamo capire da soli.

Ci sono dei pezzi di puzzle di identità che nessun altro può svelare, dei pezzi di storia che possono solo essere scritti dal protagonista della nostra storia.

E così come ogni storia deve pur cominciare da qualcosa, anche la nostra storia deve poter essere raccontata “su grandi linee”.

Queste non sono altro che tutte quelle verità che sono inconfutabili tipo: “è un padre” o “è una madre” o “ama la lettura” o “è un liberale“.

Se ti sei perso e non sai definire bene chi sei in questo momento della tua vita potresti sentirti come se nulla abbia un senso.

Credimi, so esattamente cosa vuol dire.

Ma ti renderai conto che se parti dalle verità più semplici e basilari la natura del tuo personaggio inizierà a venir fuori.

6. Compila la “scheda del tuo personaggio”

Ok, abbiamo definito le cose più ovvie, passiamo adesso al succo della questione, alle domande importanti.

Questo è il momento in cui puoi dare forma al tuo personaggio compilando una scheda, ovvero una sorta di curriculum vitae fatto non delle tue esperienze lavorative ma da tutto ciò che definisce la tua personalità.

Questa tecnica è molto utilizzata nella scrittura per aiutare lo scrittore di un romanzo a delineare i tratti principali dei protagonisti della storia.

Ma è anche molto utile se viene utilizzata nel processo di capire come ritrovare se stessi.

NOTA: per dare maggior efficacia all’esercizio, è importante che tu compili la scheda rispondendo in terza persona alle domande, così da limitare al massimo l’identificazione con i tuoi pensieri e aumentare l’obiettività.

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In sostanza nella scheda ci sono 4 sezioni.

  1. La sezione delle motivazioni;
  2. La sezione delle paure e delle insicurezze;
  3. Il rapporto con gli altri e le aspettative altrui;
  4. L’amore verso una particolare attività.

Ognuna di queste sezioni contiene preziose informazioni su chi siamo oggi e su chi potremmo diventare.

È ovvio che, essendo un processo di auto-scoperta, la risposta non sarà facile e immediata.

Come accennato più volte in altri articoli, per aumentare la nostra consapevolezza a volte serve soltanto immettere una domanda nella nostra mente e poi aspettare che sia l‘Universo a mostrarci la risposta.

Leggi anche: Cos’è la legge dell’attrazione, io divento quello che penso

7. Lascia che le risposte arrivino da sole

Tranquilli, non sto parlando di metafisica.

Semplicemente, in questo preciso istante potrei anche non saper dire se quello che faccio sia o meno influenzato dal bisogno di compiacere gli altri.

Però domani potrebbe capitarmi che un amico mi chieda di aiutarlo a traslocare e mi venga difficile dire di no.

Allora mi ricorderò di aver letto la domanda e inizierò a fare dei collegamenti mentali.

Mi ricorderò di tutte le altre volte in cui non ho saputo dire di no e in cui non ho fatto quello che avrei voluto per evitare di deludere qualcuno, e inizierò a intuire la mia risposta.

È così che funziona il nostro cervello, ragione per deduzione, fa continuamente connessioni tra episodi diversi e trae significati dai più disparati input.

E lo fa in modo del tutto autonomo dal nostro controllo razionale.

Ti è mai capitato di dimenticare un’informazione o una parola basilare proprio nel momento in cui ti serviva?

O di avere un nome sulla punta della lingua e non poterlo tirar fuori?

Poi, quando sei tornato a casa e hai smesso di pensarci, ti è bastato avere un piccolo promemoria dall’esterno che, boom, ti è rivenuto in mente.

Questo è esattamente il meccanismo che ti permetterà di definire nel dettaglio la scheda del tuo personaggio.

Come ritrovare se stessi, in pillole

Ecco dunque come sfruttare al meglio la tecnica della scheda personaggio per ritrovare se stessi:

  • Si cerca nel passato per un comune denominatore tra le proprie varie esperienze e i suoi sbagli.
  • Si cerca di definire dei punti fermi del nostro personaggio tipo Cosa lo rende amabile? e Dove si sente più a casa?
  • Si tenta di individuare verità ovvie e basilari tipo Fa il commesso ma non gli piace – Ha due figli – Ama prendersi cura del suo cane.
  • Si continua l’indagine con domande più difficili ed esistenziali tipo Cosa lo motiva? o Cosa lo spaventa?
  • Ci si dimentica della domanda.
  • Si va avanti con la vita fino a quando non capita qualcosa che il cervello considera come una possibile risposta.
  • Si iniziano a fare collegamenti tra diversi ricordi e si rivalutano i significati delle scelte fatte in passato.
  • Si prova a fare scelte diverse per vedere cosa succede.
  • Si valutano i risultati delle nuove scelte.

Come si può vedere, la scheda del personaggio è solo l’inizio, serve a dare consapevolezza e la spinta ad agire in modo diverso.

L’ultimo consiglio che ti dò quindi è, non credere troppo ai tuoi pensieri attuali, a volte quello che pensiamo è il frutto di un condizionamento esterno o di una abitudine.

Affidati alla tua naturale capacità di osservare e cambiare opinione, perché cambiando opinione potrai cambiare il modo in cui reagisci alla vita, e cambiando il modo di reagire potrai scoprire chi sei veramente.

Lettura consigliata: Il bambino che sei stato, un metodo per la conoscenza di sé

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