odio il mio lavoro
Consapevolezza

“Odio il mio lavoro”: perché la tua vita non rispecchia chi sei

on
24 Gennaio, 2020

Ti è mai capitato di stare alla scrivania del tuo ufficio a fissare uno schermo e pensare “odio il mio lavoro“?

Non deve trattarsi necessariamente di un ufficio, non deve trattarsi necessariamente di uno schermo.

In qualsiasi luogo ti trovi e qualsiasi cosa tu abbia davanti, quando pensi che il tuo lavoro non ti appaga il motivo è quasi sempre lo stesso: a un certo punto della tua vita avrai fatto un compromesso, forse rinunciando a una passione per la sicurezza personale.

Il motivo per cui ci ritroviamo a fare lavori che odiamo

La semplice e banale verità è che ci ritroviamo a fare lavori che odiamo per i soldi.

Ma andiamo più a fondo.

A cosa servono i soldi? (domanda cretina eh?)

Servono ad avere casa, vestiti, macchina, riscaldamento, TV.

Andiamo ancora più a fondo.

A cosa servono queste cose?

A sentirci bene… al sicuro.

In ultima istanza, il denaro serve a farci sentire al sicuro, e ne siamo talmente certi che siamo disposti a sacrificare tutto per averlo: il nostro tempo, la nostra felicità, i nostri sogni.

Praticamente, quando lavoriamo solo per il denaro diciamo a noi stessi che il nostro unico interesse è quello soddisfare i nostri bisogni primari (avere un tetto, cibo e qualche distrazione ogni tanto).

Gli altri bisogni, come il bisogno di provare connessione, amore per sé stessi, il bisogno di essere creativi, di dedicarsi a una passione o di passare del tempo in famiglia, vengono sottomessi alle esigenze del lavoro, come se non fossero altrettanto importanti.

Solo che importanti lo sono, eccome.

Continuiamo a fare sacrifici enormi nella speranza che, una volta aumentata la nostra disponibilità finanziaria, ci sentiremo automaticamente appagati e soddisfatti in tutto.

Ma ciò non sempre, o forse raramente, accade.

Perché la nostra soddisfazione aumenta solo se ci prendiamo cura di noi stessi e se facciamo cose che ci fanno maturare.

Se ci curiamo solo dei soldi, cresceranno i soldi, ma non è detto che cresceremo anche noi.

E senza crescita interiore non proveremo mai cosa vuol dire avere quella stabilità che cerchiamo così disperatamente nel denaro.

Leggi anche: Ikigai significato e filosofia, scoprire il senso della propria vita

Tratti caratteriali di persone soddisfatte del loro lavoro

Quando osserviamo le motivazioni che spingono le persone a fare lavori che odiano, nella maggior parte dei casi troveremo questo forte bisogno di avere denaro per avere stabilità.

Quando invece osserviamo le motivazioni delle persone che sono soddisfatte di quello che fanno troveremo altro: un forte bisogno di affermare se stesse facendo quello che li appaga maggiormente.

La differenza è abbastanza sostanziale perché nel primo caso ci sarà la convinzione che la soluzione alla felicità sia all’esterno.

Mentre nel secondo caso ci sarà la convinzione che la soluzione alla felicità sia all’interno.

È solo quando le tue circostanze esterne riflettono chi sei dentro che sentirai di essere pienamente vivo.

E il contrario non avverrà mai.

Per questo ricerche di settore confermano che molte persone di successo leggono spesso libri, mangiano sano e fanno attività mirate al loro sviluppo interiore, sia fisico che mentale.

Al contrario, coloro che sono maggiormente insoddisfatti delle loro vite cercano distrazioni come la TV o il gossip e sono più indulgenti con il cibo iper-calorico.

Odio il mio lavoro

Leggi anche: Positività in pillole, cambiare la propria vita con le affermazioni

Non è vero che i soldi portano sicurezza

Come abbiamo già menzionato, molti hanno quest’incontestabile certezza che il denaro sia fonte di sicurezza.

E la sicurezza serve soprattutto quando si pensa ai rischi che si corrono al mondo d’oggi: c’è il rischio di finire sotto un ponte, di non avere da mangiare, di non avere cure adeguate, di essere truffati.

Inseguire il denaro equivale allora a inseguire la protezione da questi rischi, a inseguire la garanzia di confort, amore, rispetto, buona salute.

C’è solo un problema con tale approccio, che questo credo ci porta a fare scelte fuorviate dalla paura.

È la paura che porta milioni di persone a sacrificare la loro felicità per i soldi.

È la paura che ti tiene incollato a un lavoro che odi.

Ed è la paura che porta le persone più insicure a racimolare enormi quantità di denaro causando un danno agli altri, al pianeta o a se stesse.

In aggiunta, se fosse proprio vero che il denaro portasse sicurezza, coloro che na hanno di più dovrebbero essere nella pace dei sensi, persone illuminate che vivono pienamente la vita e che non hanno nulla da temere.

Invece, i milionari sono a volte le persone più insicure di tutte, terrorizzate dall’idea di perdere il loro patrimonio e ossessionate con l’accumulare sempre di più.

Hai mai visto un monaco buddista andare da un milionario per avere consigli su come essere felici?

Io no.

Hai mai visto un milionario andare da un monaco buddista per avere consigli su come essere felici?

Io sì.

Leggi anche: Cos’è la felicità secondo il Dalai Lama

Il metodo migliore per sentirsi al sicuro senza soldi

Il metodo migliore per sentirsi al sicuro non è dunque fare un lavoro che si odia o inseguire a tutti costi i soldi.

La soluzione sta nel trovare la propria sicurezza all’interno, come? sviluppando quelle abilità che ci permetteranno di sostenerci a prescindere dalle condizioni esterne.

Pensa, per esempio, a una persona che abbia abilità e denaro, diciamo Fabio Fazio.

Credi che se ci fosse un crollo della borsa e lui dovesse perdere tutto quello che ha oggi non sarebbe in grado di rimettersi in piedi dopo un po’ di tempo?

Io credo che ci riuscirebbe, perché così come lo ha fatto una volta lo può fare di nuovo.

Il suo successo come presentatore non è dovuto alla fortuna, non ha vinto la lotteria di Che tempo che fa.

C’è riuscito perché ha scoperto la sua vocazione e si è concentrato sul perseguirla senza farsi distrarre dalla paura.

Dove credi sarebbe oggi Fazio se avesse pensato, “fare il presentatore è un bel sogno ma ho bisogno di un lavoro vero”?

Forse lo troveremmo in qualche autogrill a smerciare panini con crudo e stracchino.

Di norma, molte persone di successo sono più sicure di sé non perché hanno soldi, ma perché sanno chi sono, cosa vogliono e cosa sanno fare meglio.

La vera sicurezza, dunque, te la dà una forte connessione con le tue inclinazioni naturali.

Solo quella ti può dare il senso di stabilità che cerchi, non il denaro.

Il denaro è solo ciò che ti verrà incontro quando avrai scoperto il modo più naturale di metterti al servizio degli altri.

Il denaro è un voto, un segno di apprezzamento che il mondo ti dà per i tuoi servizi.

Adesso potrai pensare che ci sono anche persone che guadagnano molto sfruttando gli altri, e avresti ragione.

Ma ti assicuro che quella non è la strada che vuoi seguire.

Stiamo parlando di costruire una pace interiore e una stabilità reali, non contraffatte.

Se hai bisogno di fregare gli altri per sostenerti, vuol dire forse che non sarai molto in armonia con le tua vera chiamata.

Leggi anche: Come affrontare la vita quando sorgono i problemi

Smetti di dire “odio il mio lavoro” e impara a dire “amo chi sono”

Quindi, se il pensiero “odio il mio lavoro” continua a ripetersi nella tua mente smetti di biasimare le circostanze, non ti porterà da nessuna parte.

L’unica cosa che puoi fare è imparare prima a conoscere chi sei e poi ad amare chi sei.

Hai mai preso del tempo per capire cosa ti fa stare bene?

Avrai sicuramente passato del tempo a studiare svariate materie al liceo o all’università.

Hai mai studiato chi sei?

Sembra un’altra domanda cretina, lo so.

Ma se è facile credere che lo studio dell’economia possa portare sicurezza nella vita perché non possiamo credere che lo studio di noi stessi non possa fare lo stesso?

Perdiamo moltissimo tempo a fare cose che non ci piacciono e non ci chiediamo neanche il motivo, le facciamo e basta come se ci fosse una sorta di accordo implicito e infrangibile.

E non ci fermiamo a considerare che non è poi così necessario sacrificarsi per vivere.

Nessun’altra specie lo fa.

Nessun animale deve provare a essere qualcosa che non è per guadagnarsi il diritto di sopravvivere.

Hai mai visto un orso che al mattino va a fare la mucca per vivere?

L’orso fa l’orso e la mucca fa la mucca.

Ognuno dei due ha una sua natura precisa e una sere di comportamenti istintivi che assicurano la loro sopravvivenza.

La differenza tra noi e loro è che noi possiamo vivere anche se completamente ignari di quale sia la nostra vera natura.

Leggi anche: Il sogno di andare a vivere in America, tra speranze e illusioni

Come vivere la vita che si desidera e smettere di pensare “odio il mio lavoro”

Adesso basta con le analogie.

So che alla fine le chiacchiere stanno a zero e domani dovrai comunque alzarti per andare a lavoro (che ti piaccia o no).

Quindi ti lascio con un metodo che ho scoperto da poco e che credo sia efficace per iniziare a trasformare la tua vita.

Fa una lista.

Fa una lista di tutte le cose che fai durante il giorno, che sia lavorare, stare su facebook, guardare la TV, mangiare, accompagnare i figli a scuola, andare in palestra.

Scrivi più che puoi e non preoccuparti di essere impreciso o di lasciar fuori qualcosa.

Quando hai finito guarda ogni attività singolarmente e prova a dare un voto da 1 a 10.

Dai 1 a tutte quelle attività che “di pancia” (a livello emotivo/istintivo) ti risultano spiacevoli o noiose.

Dai 10 a tutte quelle attività che invece ti fanno stare bene, che ti danno un senso di completezza e soddisfazione.

Una volta completata la tua bella lista fa la somma di tutti i voti dati e dividila per il numero di attività che hai scritto.

Quella che otterrai è la tua media di corrispondenza, cioè il livello di allineamento tra ciò che sei e quello che fai nella vita.

Se il risultato finale è alto vuol dire che la maggior parte di quello che fai rispecchia chi sei.

Se il numero è basso vuol dire che hai scelto di fare cose che non ti soddisfano e l’esercizio ti darà la possibilità di capire cosa cambiare… un passo alla volta.

Questo è un modo pratico di iniziare a trasformare la nostra vita partendo dalle singole attività che non ci piace fare.

Ovviamente non puoi lasciare il tuo lavoro dall’oggi al domani ma di sicuro puoi smettere di fare altre cose che non ti fanno stare bene, tipo mangiare fast food tre volte a settimana o guardare troppa TV.

Una volta che inizi a cambiare le piccole cose nel tempo sarai pronto a cambiare quelle grandi.

Leggi anche: Come migliorare la propria vita, 4 scelte fondamentali da fare

Trovare uno scopo

In conclusione, si arriva a pensare “odio il mio lavoro” solo quando quello che facciamo non ha nessun altro scopo che lo stipendio.

Dare tutto questo valore allo stipendio farà anche mangiare, ma purtroppo porta a credere che non esiste ricchezza senza di esso.

La vera ricchezza, invece, non sta nel conto corrente ma sta nel trovare uno scopo, nell’avere un’intenzione di vita.

La tua intenzione di vita potrebbe essere quella di fare qualcosa di creativo o di ottenere la libertà finanziaria o di migliorare la vita degli altri.

Non deve essere necessariamente specifica in questo preciso momento, l’importante è capire quanto sia fondamentale averla per evitare di diventare schiavi dei soldi.

Grazie a una forte intenzione ci sente più sicuri di sé e si sente di avere un motivo per sopportare sacrifici momentanei – senza renderli permanenti.

La lista di attività che ho menzionato prima serve proprio ad aiutarti a scoprire la tua intenzione.

Le attività che ti danno piacere possono essere dei segnali che ti guideranno verso la tua vocazione, verso il tuo scopo.

E una volta che troverai il tuo scopo ti verrà più facile trovare il lavoro che si allinea maggiormente con esso, un lavoro che farai di sicuro più fatica a odiare.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT