Cos’è la moralità: i 6 stadi dello sviluppo morale

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Cos’è la moralità? Come si fa a svilupparla e a distinguerla negli altri?

Scegliere il percorso morale è a volte la strada più difficile, e questo perché la moralità prescinde dalla convenienza e dall’interesse personale.

Come nel caso dell’integrità, che è un concetto molto simile, la moralità si basa su valori sani, come il rispetto per gli altri, e incarna alla perfezione l’idea di forza interiore.

Senza moralità la vita può facilmente scadere in una continua lotta con il mondo, senza fiducia e rapporti sani, dove domina la mentalità del “fregare l’altro per non essere fregato”.

Cos’è la moralità e lo sviluppo morale

È stato lo psicologo Jean Piaget a spiegare, nell’ambito della sua teoria sullo sviluppo cognitivo, cos’è la moralità e come essa si sviluppi in vari stadi, ognuno dei quali è caratterizzato da diverse consapevolezze ed esperienze di vita.

In sostanza, secondo lui lo sviluppo morale cambia il modo in cui cresciamo, ci guida nel comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Inoltre, quando si ha un forte senso di moralità si riesce a indirizzare meglio le proprie scelte e le proprie azioni, perché si ha una sorta di mappa mentale che permette di orientarsi quando affiorano le sfide e i problemi della vita.

Dopo Piaget, Lawerence Kohlberg ha ampliato le teorie sullo sviluppo morale e ha individuato 3 livelli di ragionamento morale.

Esempio di dilemma morale

Nelle sue ricerche, Kohlberg chiese a partecipanti di tutte le età di ragionare su un dilemma morale come questo:

Un uomo che si chiama Heinz, che viveva in Europa, aveva una moglie che lui amava molto. Sua moglie è stata diagnosticata con un raro tipo di cancro e non le rimaneva molto da vivere. Fortunatamente, c’era un farmacista che aveva inventato una cura chiamata radium che poteva salvarla. Il farmacista era l’unico proprietario dei diritti per questa medicina e decise di venderla a un prezzo elevato per aumentare i suoi profitti. Nonostante ci volessero soltanto 200 dollari per produrla, lui la vendeva a dieci volte il prezzo: 2000 dollari. Heinz non aveva abbastanza soldi per pagare quel prezzo esorbitante, così provò a fare una raccolta fondi per coprire il costo. Con il tempo che andava finendo, era solamente riuscito a raccogliere 1000 dollari, che non erano abbastanza per comprare la medicina. Heinz pregò il farmacista di vendergliela a un prezzo ridotto ma l’uomo si rifiutò. Disperato e senza più tempo a disposizione, Heinz irruppe nella farmacia dopo la chiusura e rubò la medicina. Fu la cosa giusta da fare? Perché?

3 livelli dello sviluppo morale

Nella teoria dello sviluppo morale esistono 3 livelli che comprendono due stadi ciascuno, per un totale di 6 stadi. Ogni essere umano passa da uno stadio all’altro man mano che cresce e acquista una diversa prospettiva sulle cose.

I tre livelli sono Pre-convenzionale, Convenzionale e Post-convenzionale, e si susseguono in modo graduale nel tempo a partire dalla prima infanzia.

  1. Primo livello (Pre-convenzionale)
    • Mentalità dell’obbedienza e della punizione (come posso evitare di essere punito?)
    • Mentalità dell’interesse personale (cosa ci guadagno io?)
  2. Secondo livello (Convenzionale)
    • Accordo e conformità interpersonale (Norme sociali, attitudine del bravo ragazzo o della brava ragazza)
    • Mentalità di mantenimento dell’ordine sociale (Moralità della legge e dell’ordine)
  3. Terzo livello (Post-convenzionale)
    • Mentalità del contratto sociale (Giustizia e spirito della legge)
    • Principi di etica universale (Coscienza fondata su principi autonomi)

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Primo stadio: Obbedienza e punizione

Il primo stadio sottolinea l’interesse personale dei bambini nei loro processi decisionali mentre cercano di evitare la punizione a tutti i costi. In relazione all’esempio di dilemma morale summenzionato, l’uomo non dovrebbe rubare la medicazione dalla farmacia perché potrebbe finire in galera se viene preso.

Kholberg riflette qui sul pensiero morale dei bambini. A una tenera età loro credono che le regole siano fatte per essere seguite e che coloro che hanno il potere manterranno sicuramente la promessa di punizione.

Il ragionamento di un bambino al caso di Heinz potrebbe includere pensieri come “rubare è cattivo” o “è contro la legge”, senza valutare la prospettiva dell’uomo e della moglie malata.

Il livello si chiama pre-convenzionale perché i bambini non associano le regole a dei principi che hanno uno scopo e una utilità, ma le seguono ciecamente senza interrogarsi sulla loro validità.

Secondo stadio: Interesse personale

Questo stadio dello sviluppo morale comporta un’attenzione maggiore al proprio interesse personale e produce diversi punti di vista su una determinata situazione.

Nel dilemma summenzionato, ogni persona coinvolta giudicherebbe il furto della medicina sulla base delle conseguenze che il gesto avrebbe per sé stessi, anche qui senza mettersi nei panni dell’altro.

I bambini esprimono questo tipo di moralità specialmente quando vengono motivati a fare qualcosa da piccoli “ricatti” e incentivi da parte dei genitori.

Stadio 3: Buoni rapporti sociali

Questo stadio riconosce il desiderio di essere accettati in gruppi sociali e di compiacere le persone che ci stanno attorno.

Nel dilemma della medicina rubata, l’uomo irrompe nella farmacia per essere un buon partner per sua moglie.

Nella vita reale, gli adolescenti e pre-adolescenti si trovano spesso nella posizione di voler far parte di un gruppo e iniziano a far proprie le norme sociali dei contesti in cui vivono.

Ciò può anche portare a compiere azioni discutibili dal punto di vista morale, come cedere alla tentazione di provare droghe o fare atti pericolosi, ma che dal punto di vista del compiacimento del prossimo sono del tutto efficaci.

Stadio 4: Mantenere l’ordine sociale

Il quarto stadio è dominato dall’obbedienza alle norme e alle regole.

Giudicare l’atto del dilemma di prima sarebbe semplice per chi è a questo livello dello sviluppo morale: rubare è contro la legge, dunque è sbagliato a prescindere dalle motivazioni e dalle circostanze.

Qui l’individuo arriva a essere parte della società e ne accetta i suoi precetti. Ogni persona diventa consapevole dell’impatto che le sue azioni hanno sugli altri e impara a obbedire all’autorità.

Mentre il terzo stadio enfatizza la relazione con famiglia e amici, il quarto stadio è caratterizzato dal desiderio di mantenere e rispettare l’ordine sociale della comunità di appartenenza.

Seppur si potrebbe comprendere l’atto dell’uomo che ruba un medicinale per la moglie malata, in tale fase di sviluppo morale l’obbedienza alle regole prende la precedenza, e impone che non si possano fare eccezioni.

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Stadio 5: Contratto sociale e diritti individuali

Questo stadio riconosce l’introduzione del ragionamento astratto mentre si tenta di dare una spiegazione a specifici comportamenti umani.

Nell’esempio di sopra, l’uomo dovrebbe rubare la medicina per sua moglie perché lei sta per morire e le leggi non tengono conto delle circostanze.

Il quinto livello di sviluppo morale considera dunque la domanda “Cosa rende una società buona?”.

L’individuo è qui in grado di staccarsi dalla situazione e riflettere su cosa è equo e giusto. Riflettendo su cos’è la moralità e osservando l’etica della propria comunità si possono notare le inconsistenze nei valori e si possono sistemare quelli che non vanno bene.

Stadio 6: Principi universali

Lo step finale della teoria di Kohlberg afferma che il ragionamento morale deve essere basato su valori personali.

Richiamando il dilemma di sopra, va bene rubare una medicina che può salvare la vita di una persona cara perché la vita stessa vale di più della proprietà.

In questa fase si accetta il fatto che le norme condivise non sempre producono risultati giusti.

La base su cui poggia la giustizia non può dunque essere interamente coperta dalla legge, e laddove la legge non riesce a garantirla si deve usare il ragionamento morale composto da valori e principi etici e universalmente buoni e giusti.

Questi sono spesso astratti e non possono essere definiti in modo specifico, così come non si può spiegare esattamente come si raggiunga l’eguaglianza, la dignità o il rispetto.

Le leggi possono provare a proteggere tali principi e dovrebbero sempre avere lo scopo di preservarli, ma in ultima analisi è sempre l’uomo che ha raggiunto il pieno sviluppo morale a dover fare da loro garante.

Coloro che sono arrivati a questo livello di sviluppo agiscono come agiscono perché per loro è la cosa più giusta da fare e non sono motivati dalle aspettative della società né dalle regole.

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Cos’è la moralità: sommario

In definitiva, la moralità è un’abilità di ragionamento su cosa è giusto e cosa è sbagliato, un’abilità che va maturando grazie al tempo, alle esperienze e al percorso di crescita individuale.

Nella sua fase iniziale, la persona che non è ancora in grado di scegliere autonomamente una condotta morale si affida alle autorità ed è motivato esclusivamente dalla paura della punizione o dal proprio tornaconto personale.

Successivamente entrano in gioco considerazioni di tipo sociale e la persona identifica ciò che è giusto con quello che viene considerato tale dalle persone che fanno parte del suo cerchio di conoscenze prima e della sua comunità poi.

Negli ultimi due step dello sviluppo morale ogni individuo inizia a interrogarsi sulla presenza di principi che siano indipendenti dalle leggi e dalle aspettative altrui.

Così facendo riconosce dei principi morali universali che lo portano a fare la cosa giusta anche quando le altre persone, la legge o le autorità la considerano sbagliata.

Cos’è la moralità: conclusioni

La conclusione di tutto è una sola e molto semplice: la moralità serve. Ci serve a creare un mondo dove le persone possano contare le une sulle altre e dove solidarietà ed empatia sostituiscano avidità e indifferenza.

La lezione che si può trarre dalla teoria dello sviluppo morale è che non basta diventare grandi anagraficamente per imparare a essere giusti.

Ci basta guardare il telegiornale per renderci conto che molte persone adulte sono ancora dominate da istinti infantili e considerazioni di convenienza e interesse personale.

Molte delle norme che regolano la nostra vita sono proprio state create per proteggerci da loro e da chi non ha rispetto per gli altri.

Ne consegue che una civiltà fatta di persone pienamente sviluppate dal punto di vista morale non avrebbe bisogno di tutte queste regole, perché i cittadini saprebbero auto-regolarsi da soli, scegliendo autonomamente di fare la cosa giusta quando le circostanze della vita lo richiedono.

E tu, cosa ne pensi? Ti sei mai trovato/a di fronte a dilemmi morali come quello di Heinz?

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