Problemi adolescenziali? Le regole che fanno bene

problemi adolescenziali - foto di un adolescente problematico
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Moltissimi genitori, si troveranno a vivere problemi adolescenziali con i propri figli.

Indicativamente dopo i 15 anni (alcuni prima e alcuni dopo) i ragazzi affrontano cambiamenti fondamentali per la loro crescita e formazione futura.

Non è sicuramente un argomento facile da affrontare.

Ci sono troppe variabili e situazioni personali. In un blog si rischia di generalizzare e minimizzare, cosa di cui non ho assolutamente intenzione.

Volevo piuttosto concentrarmi più su come le difficoltà possono diventare delle opportunità.

Uno sguardo alla famiglia

La famiglia è un sistema di relazioni interpersonali.

Ognuno condivide la propria vita e costruisce la propria individualità grazie all’interazione con l’altro.

I componenti sono legati da:

Un’ottima vita famigliare, non ci “salva” dai problemi adolescenziali, ma ci mette in una posizione di vantaggio quando arriverà il momento di viverli.

Mc Goldrick e Carter in uno studio delle “fasi del ciclo vitale” di una famiglia parlano di “periodi critici” che la famiglia si troverà a vivere.

Uno di questi è “la famiglia con figli adolescenti”.

Essa dovrà affrontare un cambiamento, che porterà ad un naturale squilibrio, che potrà essere superato solo grazie all’interazione tra le parti.

Questo porterà ad una crescita (sia del singolo che dell’intero gruppo), che permetterà ai componenti di affrontare il cambiamento successivo.

Sembra tutto facile, ma molti di noi vivono i problemi adolescenziali ogni giorno e sanno benissimo che non è così.

Da dove partiamo quindi?

Come facciamo a sapere se ci comportiamo nel modo migliore per i nostri ragazzi?


Lettura consigliata: La mente adolescenziale di Daniel J. Siegel

Fra i dodici e i ventiquattro anni si verificano nel nostro cervello cambiamenti decisivi, non sempre facili da affrontare. Daniel J. Siegel, psichiatra di fama internazionale, sfata qui una serie di luoghi comuni sull’adolescenza.

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Regole: perché aiutano a gestire i problemi adolescenziali

Sul tema regole ognuno ha un’opinione.

Non mi soffermo sul fatto che esista una regola giusta o una sbagliata.

Credo però che siano molto utili se usate come guida.

Nella mia esperienza di educatore di adolescenti, ho notato che le regole in qualche modo rassicurano.

Inizialmente sono rifiutate dai ragazzi che le vivono come una costrizione senza senso.

Con il tempo però loro stessi ammettono (non sempre a parole, ma con il loro comportamento) di stare bene dentro le regole e, anzi, le ricercano.

Non devono però essere fini a se stesse o usate per paura di non sapere come gestire una situazione.

3 caratteristiche di una regola

Per affrontare in serenità i problemi adolescenziali, una regola deve essere:

  1. Coerente: dobbiamo essere convinti e dare il buon esempio.

Esempio: mio figlia riceve la mancia settimanale per imparare a gestire i soldi. Li usa però per una cosa che mi spaventa e di cui non sono d’accordo: le sigarette. Ne parliamo insieme, ma mentre lo faccio tengo tra le dita una Camel. Lei me lo fa notare, allora io, preso in fallo, mi arrabbio e minaccio di non darle più un euro. La discussione finisce con una litigata senza risolvere il problema.

  1. Decisa: Non dobbiamo rivedere una regola solo perché nostro figlio diventa aggressivo o ci ignora. Usiamo il dialogo per spiegare la nostra decisione e coinvolgerlo nel costruire una regola insieme.

Esempio: credo che durante le ore notturne mio figlio non debba usare il cellulare. Spesso sta sveglio fino a tardi. La mattina è troppo stanco per svegliarsi in tempo per la scuola. Così ogni sera glielo ritiro. All’ inizio non l’ha presa bene: si è arrabbiato e non mi ha parlato per un bel po’. A volte se l’è tenuto con la forza o nascosto, portandomi allo sfinimento. Sono rimasto fermo sulla decisione presa e dopo avergli spiegato il motivo abbiamo raggiunto l’accordo che potesse tenerlo la notte in cui il giorno dopo non andava a scuola. Gli ho spiegato serenamente che non avrei ceduto sulle altre notti finchè non avesse dimostrato si saperlo gestire.

  1. Sostenibile: una regola per essere efficace con i problemi adolescenziali, deve essere gestibile da entrambe le parti. Non dimentichiamoci che in una famiglia si cresce insieme.

Esempio : credo che in ogni famiglia ciascuno debba contribuire come può. Anche nelle faccende domestiche. Come prima cosa però ci tengo che mio figlio faccia il letto tutte le mattine. È una regola che per me ha senso. Mettere in ordine il proprio spazio ci aiuta a mettere ordine nella testa. Con una testa ordinata riusciremo ad essere più organizzati ed efficienti. Vedere uno spazio pulito e ordinato, ci da’ benessere e crea un ambiente accogliente per ciò che dobbiamo fare (studiare per esempio). Non pretendo che pulisca tutta la casa quello non sarebbe sostenibile, ma i suoi spazi sì. Questo è un esempio di regola sostenibile per entrambi

Infrangere le regole

“Le regole esistono per essere infrante”

Quante volte abbiamo sentito questa frase?

Può avere senso se vogliamo risolvere i problemi adolescenziali dei nostri figli? Secondo me.

Ogni adolescente ha bisogno di regole per essere guidato, ma ha bisogno di uno spazio grigio in cui infrangerle.

Sì, hai capito bene.

Deve avere la possibilità di infrangerle e tu devi dargli quello spazio, consapevole di questo.

Allora tutto quello detto fin ora non vale niente?

Certo che vale, ma spesso ci fermiamo a dare le regole e arrabbiarci quando non vengono rispettate, ma ci dimentichiamo dell’importanza di poterle disattendere.

Perché serve avere la libertà di infrangere le regole?

  1. Sfida: Non prenderla sul personale. Si sta solo mettendo al tuo livello di adulto. È un ragazzo che desidera crescere. La sfida è fondamentale perché ciò avvenga
  1. Fiducia: a volte i ragazzi infrangono le regole per vedere come reagiamo nei loro confronti. Questo spesso lo traducono in:
  • “se mi sgrida vuol dire che ci tiene”
  • “se mi lascia fare vuol dire che non ci tiene”

Una volta mi è capitato di parlare con un ragazzo. Era difficile avere una relazione di fiducia con lui. Gli ho chiesto perchè trattasse così male noi educatori.

“Non l’hai ancora capito?

Per vedere quanto ci tenete davvero a me”

Da allora la mia visione è completamente cambiata.

Leggi anche: La dipendenza affettiva: come riconoscerla per ritrovare sè stessi.

2 differenti modalità di ripresa di una regola trasgredita: provvedimento o dialogo

Arriva spesso però il momento di decidere qualcosa quando la regola viene trasgredita.

Molti genitori a volte si dividono tra dialogo o provvedimento.

La verità è che non c’è una soluzione standard per affrontare i problemi adolescenziali.

Tutto va bene se ha un senso di fondo.

Dialogo

Il dialogo deve essere usato come strumento di confronto.

Ci serve per capire le intenzioni del ragazzo e avere un’idea dei pensieri che ci sono dietro ad un gesto che abbiamo ritenuto inopportuno.

Importante parlare dei sentimenti.

  • “Come ti sei sentito mentre lo facevi?”
  • “Secondo te cosa ti ha spinto a farlo?”
  • “Adesso come possiamo fare per risolvere?”

Puntare sull’emotività può essere la chiave utile per capire i motivi di una trasgressione.

Il dialogo però, non deve diventare uno strumento usato per “scappare” dalle proprie responsabilità.

Spesso mi è capitato che un ragazzo sostenesse un buon momento di dialogo e che pensasse fosse sufficiente a risolvere un problema.

L’equilibrio è delicato: il messaggio che deve passare è:

  • Noi ci siamo
  • Non vogliamo accusarlo, ma capire
  • Accompagnarlo nelle difficoltà, non retrocedere o ritrattare
  • Per quanto a parole possa aver capito, è giusto che provi l’esperienza del riparare. Tutto ha delle conseguenze.

Sostenere un buon dialogo di confronto non esula dal provvedimento anzi, se ben spiegato in precedenza può avere un’efficacia maggiore.

Leggi anche: Cosa fare dopo il liceo, 5 consigli

Provvedimento

Il provvedimento deve essere:

  • Motivato (meglio se con un buon dialogo).
  • Sostenibile (per il ragazzo e per il genitore. Frasi come: “Non esci per 2 mesi” non hanno senso e rischiano di farci perdere credibilità).
  • Inerente alla trasgressione commessa (se durante una discussione un ragazzo mi insulta, ha poco senso togliergli il telefono o le uscite con gli amici. Ha più senso che faccia qualcosa di utile per la parte offesa).

I problemi adolescenziali hanno una soluzione?

Mi rendo conto che ci possono essere svariate situazioni che sono difficilissime da riassumere con qualche esempio.

Ogni rapporto è unico ed irripetibile.

Spesso chiediamo consigli di una situazione sperando che con qualche azione il problema si possa risolvere.

Ma i problemi adolescenziali sono affascinanti proprio per questo.

La soluzione non è facile, ma il percorso che siamo chiamati a percorrere è uno di quelli che ci fa crescere sul serio.

Spesso per gli adulti gli adolescenti sono un mondo lontano.

Ci spaventano perché non sappiamo come prenderli.

Anche noi siamo stati adolescenti e ci “nascondiamo” dietro la frase:

“Ai nostri tempi non eravamo così”

In realtà “così” lo siamo stati anche noi:

  • Ribelli
  • Maleducati
  • Irrispettosi (delle regole e a volte anche delle persone)
  • Incoscienti
  • Solitari

Affrontare i problemi adolescenziali non sarà semplice.

L’importante è essere consapevoli che la giusta via è l’equilibrio.

Spesso vuol dire anche “fare un passo indietro”

Accettare che un figlio cresca e abbia idee e pensieri lontani dai nostri.

Che faccia degli errori per imparare da solo.

La cosa importante è che lui abbia bene in mente che noi ci saremo sempre. Sia coi “no” che con le punizioni. Anche quello è un modo per dire “ti voglio bene”

Non dobbiamo avere paura di questo.

Se noi siamo sinceramente convinti il messaggio passerà.

Lettura consigliata per affrontare meglio i problemi adolescenziali

Perché abbiamo con i nostri figli gli stessi comportamenti che da bambini ci hanno fatto soffrire? Come liberarci dai vincoli del passato che continuano a condizionarci nel presente? In questa edizione aggiornata del classico “Errori da non ripetere“, Daniel Siegel, psichiatra infantile di fama internazionale, e Mary Hartzell, educatrice e psicologa, evidenziano quanto le esperienze infantili influenzino il modo di essere genitori. 

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