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La dipendenza affettiva: come riconoscerla per ritrovare sé stessi

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Ottobre 6, 2020
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La dipendenza affettiva è la condizione di chi si sente così attratto da un’altra persona da pensare, “è tutta la mia vita”.

Ne è vittima chi costruisce una storia amorosa nella propria testa senza appigli concreti nella realtà.

O chi si trova in una relazione in cui il pensiero e le azioni sono rivolte esclusivamente al partner.

Come nasce la dipendenza affettiva

Immagina di incontrare una persona per la quale sviluppi un interesse.

Provi piacere a stare con lei perché il tempo trascorso insieme ti fa sentire bene, ti fa provare quel brivido che tanto ti mancava e riaccende la speranza di aver incontrato l’anima gemella. 

Con il tempo scopri di avere interessi comuni e ricerchi sempre di più la sua presenza, cercando di farla diventare parte integrante della tua quotidianità.

Sei sempre più ammaliato dalla sua bellezza, incantato dai suoi pregi, e non ti accorgi (o scegli di ignorare) i suoi difetti.

Quando sei solo non fai altro che pensare a lei, immaginando il prossimo incontro, un weekend romantico o, perché no, persino una vita insieme!

Pian piano questa persona prende sempre più spazio nella tua mente e ogni pensiero è dedicato a lei, al nuovo amore che sta nascendo.

Dopo un po’ non c’è più spazio per i tuoi interessi, le tue abitudini e le tue attività. In ogni cosa che pensi e fai c’è sempre lei.

Nel momento ti senti bene, finalmente hai uno scopo, una persona con cui condividere la tua esistenza, un progetto di vita da immaginare e disegnare.

Quello che però non sai è che stai cominciando a seguire una strada che, probabilmente, ti porterà verso l’annullamento di te stesso a favore di qualcun altro.

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6 caratteristiche della dipendenza affettiva

Che tu ti riveda o meno nella situazione appena descritta, è utile essere consapevoli di quali siano i segnali premonitori di una dipendenza affettiva in modo tale da poterla riconoscere prima che sia troppo tardi.

1. Ebbrezza

Quando credi che solo lei ti possa rendere veramente felice, quando la vedi come il miraggio nel deserto più caldo della tua vita e continui a cercare la sua presenza perché solo lei ha il potere di farti sentire sereno.

2. Senso di vuoto

È un sintomo come l’astinenza, senti un vuoto nella tua vita che pensi possa essere colmato solamente dall’altra persona. Non esiste più niente se non è legato a lei.

3. Impermeabilità

Isolamento da ogni relazione che non comprenda anche lei. Non hai più i tuoi amici, ma i vostri amici, se non addirittura i suoi. Il rischio è di isolarsi dagli affetti di una vita, non importa se familiari o amici.

4. Paura eccessiva

La paura di perdere il partner credo che sia uno di quei pensieri che abbiamo un po’ tutti, soprattutto all’inizio di una relazione o in momenti di crisi e incomprensioni. Il problema è che se questa paura si trasforma in terrore senza nessun motivo apparente, forse stai già camminando sul sentiero della dipendenza affettiva.

5. Difficoltà a riconoscere i propri bisogni

Ognuno di noi ha diverse esigenze come lo stare da soli o frequentare persone in modo indipendente. Se soffriamo di dipendenza affettiva ci troveremo a non comprendere più i nostri bisogni, andando a spendere energie fisiche e mentali per soddisfare unicamente quelli del nostro partner.

6. Sessualità strumentale

Anche la sfera fisica in una relazione è fondamentale per una lunga e sana vita di coppia. È quell’aspetto più materiale capace di stimolare i sensi e avvicinare due anime. Se però cerchiamo il nostro partner solo per timore di perderlo, attaccandoci all’aspetto sessuale come unico modo per rimanere uniti, allora siamo di fronte a un’altra caratteristica che ci dovrebbe far pensare a una dipendenza.

Queste sono alcune condizioni che potrebbero farci cadere nella trappola della dipendenza affettiva e allontanandoci da una relazione sana e serena.

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3 relazioni disfunzionali tipiche della dipendenza affettiva

E qui arriviamo al punto più “tragico” dove la dipendenza affettiva si concretizza in una relazione vera e propria formando ruoli disfunzionali.

1. Co-dipendente 

Entrambi i protagonisti della storia d’amore soffrono dello stesso disturbo, contribuendo a creare un clima di paura e frustrazione all’interno della coppia: vivere insieme diventa una tortura comune.

Ogni giorno è buono per perdersi, ritrovarsi, litigare, amarsi e sfogare sull’altro la paura di un futuro incerto.

Solo lo stare insieme può placare la propria ansia, quello stesso stare insieme esclusivo e ossessivo che porterà all’inevitabile distruzione della coppia.

Come nelle cosiddette profezie auto-avveranti, in cui una paura trova spazio nell’inconscio, per poi realizzarsi nella realtà.

2. Narcisista

Questa è una dinamica molto comune, soprattutto quando la relazione sfocia in sopraffazione fisica o psicologica: il partner del dipendente si fa desiderare in tutti modi, è sfuggente e trova piacere nel condurre i giochi.

Ci troviamo in una situazione dove il dipendente rincorre l’altro, nella speranza di farsi amare solo grazie alla sua presenza e attenzione, accettando qualsiasi condizione anche quelle più dure, pur di non vedere la relazione finire.

3. Relazione impossibile

Di questa mi sento di dire di averne “sofferto” anche io in età adolescenziale (chissà quanti come me!).

Per anni sono stato innamorato di una ragazza che aveva già un compagno e nessuna intenzione di lasciarlo per me.

Ricordo ancora l’estate in cui siamo andati in vacanza insieme, come al mio sogno d’amore che si realizzava: io e lei in spiaggia, io e lei a cena, io e lei a bere caipiroska alla fragola per tutta la notte.

È stata una bella fantasia che si è infranta quando le due settimane insieme sono finite e ognuno è tornato a casa sua.

Avevo 16 anni, ma qualcuno questi amori impossibili li vive quotidianamente, accontentandosi di immaginarli piuttosto che correre il rischio di realizzarli.

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Come faccio a capire se sono un dipendente affettivo?

Se sei un dipendente affettivo avrai pensieri ed emozioni che, pur facendoti male andrai sempre a ricercare.

Tenderai a paragonarti agli altri, valorizzando l’altro piuttosto che te stesso o confondendo un tuo bisogno di essere amato per amore vero.

Potrai sentirti geloso senza un perché o avere paura di perdere la persona che ami, arrivando a non accettare un’eventuale separazione o persino alla depressione.

La dipendenza emotiva può essere una nebbia, che silenziosa scivola nel tuo cuore e ad un tratto offusca tutto facendoti perdere l’orizzonte.

“O mamma! Credo di essere un dipendente emotivo! Cosa posso fare?”

La dipendenza emotiva può essere davvero una tortura, in parte l’ho provata anche io in adolescenza, ma se ci penso oggi vedo tutto con più lucidità.

Per fortuna una soluzione c’è!

Il primo passo per uscire dalla dipendenza affettiva

Chi soffre di dipendenza affettiva tende a ignorare i sintomi e a giustificare ogni suo pensiero e comportamento considerandolo normale: fermarsi e porsi delle domande è dunque il primo passo.

Ma non basta.

Dobbiamo porci le giuste domande per arrivare alle risposte che ci serviranno a stare bene con noi stessi. 

Siamo noi la persona con cui dovremo trascorrere tutta la vita e per (con)vivere felici è fondamentale trovare un giusto equilibrio tra i nostri desideri, i nostri istinti e le nostre paure. 

Consigli per ritrovare se stessi

Ecco alcuni punti da cui partire per ritrovare sé stessi e sganciarsi dalla dipendenza affettiva:

  • Riporta il focus su te stesso! Priorità a desideri e bisogni. Non è egoismo, ma amor proprio. Una volta che starai bene potrai donare amore agli altri in modo sano ed efficace.
  • Prenditi cura delle emozioni: dai valore a quello che provi, è ciò che di più utile hai per capire chi sei veramente.
  • Alimenta la tua fiducia in te stesso. Perché più ne hai e meno sarai vulnerabile alla dipendenza affettiva.
  • Riguarda il passato: cerca di analizzare la tua infanzia e adolescenza. Dentro quei ricordi ci sarà sicuramente una mancanza, un bisogno non colmato che ha dato il via alla tendenza di attaccarsi agli altri.
  • Impara a stare da solo: non c’è regalo più bello che puoi fare a te stesso (e al tuo futuro partner), credimi. Prova a prenderti del tempo per te stesso, svolgi qualche attività che ti crea piacere. Questo non solo ti aiuterà a ritrovare il tuo equilibrio ma ti renderà anche più attraente agli occhi degli altri.
  • Evita di idealizzare gli altri e pensarli sempre meglio di te. Tutti sono insicuri e tutti hanno difetti che gli altri non vedono. Concentrati su di te, immagina quello che vuoi/puoi essere e poi lavora per farlo accadere.

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Dipendenza affettiva: conclusioni

Guarire dalla dipendenza affettiva è un processo lungo e difficile, bisogna imparare a guardarsi dentro, analizzarsi e cambiare ciò che ci ha portato a questo punto.

Spesso è indispensabile l’aiuto di un professionista che ci indichi il cammino da seguire; altre volte basta leggere un libro di crescita personale a parlare con un amico.

In ogni caso, seppur accettare le cose che non vanno di noi non è mai facile, è l’unica strada per ritrovare la serenità.

Ho fatto miei due concetti molto cinici, ma che penso spesso quando tutto mi sembra difficile.

  1. Dal momento che nasciamo abbiamo già perso la cosa più preziosa che abbiamo, non sappiamo né dove né quando ma sappiamo che moriremo. Cosa ci può essere di più spaventoso? Cosa ho da perdere ad affrontare un cambiamento che mi fa paura? NIENTE!
  2. “È tutto qui quello che sei?”  Questa è una frase che mi ripeto quando arrivo a dover affrontare scelte che possono davvero dare una svolta alla mia vita, ma che mi fanno tremare le gambe. Quando penso di non farcela mi faccio questa domanda e la risposta che mi sono sempre dato è: “NO, io sono molto di più”

È sta qui il punto…

…Tu sei molto di più di quello che pensi.

Abbi fiducia in te e nella tua capacità di amare.

Tutto parte da lì.

“Chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è un atto di totale abbandono”

 Paulo Coelho
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