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Insicurezza in amore: da dove nasce e perché può far bene (fino a un certo punto)

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Marzo 15, 2020

L’insicurezza viene di solito vista come qualcosa da evitare a tutti i costi. Se parliamo di insicurezza in amore poi, ancora peggio.

Non c’è niente di più stressante che essere in una relazione instabile, che potrebbe crollare da un momento all’altro.

Le ore interminabili ad attendere un messaggio o una chiamata, le continue ansie, la paura che si prova quando dice che deve lavorare fino a tardi o che ha passato il pomeriggio con un amico (o un’amica).

In queste condizioni è difficile essere sereni e ancora di più essere pienamente spontanei e naturali.

Quando si ha il presentimento che l’altro non ci ami per quello che siamo veramente o quando si teme che un minimo errore potrebbe mandare tutto in fumo, ci sono due possibili motivazioni:

  1. o sbagliamo noi a essere troppo insicuri;
  2. o stiamo con la persona sbagliata.

Per capire se si tratti dell’una o dell’altra ipotesi, dobbiamo necessariamente comprendere la natura dell’insicurezza.

Da dove nasce l’insicurezza in amore

L’insicurezza in amore nasce dallo stesso identico luogo da cui nascono tutti gli altri tipi di insicurezza: l’infanzia.

Il modo in cui ci comportiamo nelle relazioni, infatti, riflette spesso la dinamica affettiva che abbiamo vissuto in famiglia.

Diverse ricerche confermano che il modo in cui veniamo trattati dai genitori nella prima parte della nostra vita finisce per definire il copione del nostro comportamento da adulti in diversi tipi di rapporti sociali (Fonte).

Ciò vuol dire che se per ipotesi abbiamo avuto una madre che da bambini ci criticava molto o un padre emotivamente assente, potremmo scegliere un partner che, pur essendo in apparenza diverso/a da loro, avrà nei nostri confronti degli atteggiamenti molto simili – e dunque ci criticherà e sarà emotivamente distante.

Purtroppo, un genitore che non riesce a far sentire il proprio figlio speciale/amato lascerà in lui il dubbio di essere o meno meritevole di amore.

Quella stessa persona, crescendo, si troverà facilmente in rapporti dove l’amore non viene mai realmente percepito, magari non perché non ci sia, ma piuttosto perché non è abituato a vederlo.

In casi del genere siamo noi a “scegliere” (inconsciamente) di essere insicuri e non credere nell’amore altrui.

In casi peggiori, si rimane volontariamente in relazioni altamente insoddisfacenti e nocive perché non si crede di meritare di meglio.

Qui l’insicurezza diventa quasi un habitat naturale, un luogo confortevole e familiare dove si è fatto pace con l’idea di non poter mai essere pianamente amati.

In questo luogo si rivive l’illusione di poter ottenere amore dalla persona sbagliata, di poterla cambiare, aggiustare… salvare.

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L’incantesimo dell’amore infantile

Ti è mai capitato di vedere un amico (o un’amica) scegliere un partner completamente sbagliato e di chiederti, “ma come fa a stare con quella (o quello)”?

Allo stesso modo, ti capita mai ripensare alle tue cotte di una volta e non ricordarti il motivo per cui ti piaceva quella determinata persona?

Ci invaghiamo delle persone sbagliate quando operiamo sulla base di un istinto automatico risalente alla nostra infanzia, una sorta di incantesimo che ci impedisce di vederle per quello che sono realmente.

Praticamente viviamo nel presente ma operiamo come se fossimo ancora nel passato.

Proviamo sentimenti non per chi ci può amare senza condizioni ma per chi ci fa rivivere le emozioni associate all’amore dei genitori.

Se mamma e papà ci hanno dato le giuste attenzioni ci accontenteremo solo di chi sarà presente con la stessa intensità.

Chi invece si è sentito ignorato e abbandonato da piccolo avrà più possibilità di legarsi a persone assenti o non completamente presenti, che dimostrano una cosa oggi e spariscono domani, che sembrano coinvolti prima di scoprire che hanno altre storie.

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Rompere l’incantesimo

L’unico modo di capire se si è vittima di tale meccanismo infantile è la ripetitività delle dinamiche relazionali.

In poche parole, si ha la sensazione di stare rivivendo la stessa identica storia, anche se sono cambiate le circostanze, anche se la nuova fidanzata viene da un’altra nazione o un altra cultura.

Vivere la stessa dinamica con persone diverse vuol dire avere simili litigi di coppia, riscontrare in persone diverse, e in se stessi, i medesimi atteggiamenti e comportamenti.

Se noti di stare avendo la stessa esperienza con diverse persone è il primo segnale che sei vittima di un processo inconscio e il primo passo verso il cambiamento.

Fermati un attimo, presta attenzione e chiediti se il problema sia tu piuttosto che loro.

Non lo dico per farti sentire in colpa.

Capire di essere l’origine dei problemi ti dà l’opportunità di affrontare meglio la vita, di prendere la situazione sotto controllo e cambiarla.

Al contrario, se continui a pensare che la colpa è sempre degli altri non crescerai mai, ma continuerai a sentirti una vittima, a provare le stesse emozioni, la stessa gelosia, frustrazione, invidia o ansia.

Tutte componenti queste di un’insicurezza malsana, eccessiva, che deriva dall’inconscia paura di non essere amati da mamma e papà.

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Insicurezza sana vs. insicurezza malsana

L’insicurezza malsana fa fare cose che distruggono la relazione perché intaccano la fiducia reciproca o soffocano la libertà.

Un sano livello di insicurezza invece nasce nient’altro che dalla consapevolezza che ogni persona è libera di vivere la vita come vuole e con chi vuole.

Questa incertezza ti consente di apprezzare di più la persona che hai accanto e ti fa provare gratitudine, che è una componente fondamentale del vero amore.

La sana insicurezza ci fa dire “questa persona ha scelto liberamente di stare con me e devo onorarla e alimentarla ogni giorno altrimenti potrebbe scegliere diversamente”.

L’insicurezza malsana ci fa dire “devo trovare un modo di tenerla sotto controllo e manipolare la realtà per evitare che mi lasci, perché senza di lei non mi rimarrebbe nulla”.

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L’insicurezza in amore è uno dei principali ingredienti di una relazione sana

Seppur le insicurezze vanno superate, nelle relazioni come anche nel lavoro e nella vita, se mantenute entro un certo limite esse hanno dei benefici.

L’insicurezza ti spinge migliorarti, a studiare di più, a lavorare meglio, a voler dimostrare agli altri quanto vali.

Quando non è completamente invalidante, l’essere insicuri fa da contraltare all’autostima, evitandoci di diventare troppo arroganti o egoisti.

Ricordiamo inoltre che è proprio nei momenti di vulnerabilità che le persone riescono a legare maggiormente, o quando sveliamo le nostre più intime insicurezze a qualcuno.

Pensa a come ti sentiresti se il tuo compagno o compagna fosse costantemente sicuro/a di tutto. Mai un dubbio, mai un tentennamento, mai un momento di debolezza.

Quanto sarebbe “reale” una persona del genere? Quanto sarebbe credibile?

Fa parte dell’essere umano sentirsi incerti e insicuri ed è spesso vero che coloro che si mostrano imperturbabili alle difficoltà sono quelli più insicuri di tutti.

Talmente insicuri da aver sentito la necessità di nascondere completamente la loro fragilità e costruirci sopra un enorme castello fatto di finta autostima e rispetto personale.

In conclusione, per costruire una relazione sana e felice serve un mix di diversi ingredienti:

  • Il rispetto per se stessi: permette di distinguere ciò che è giusto da ciò che non è giusto. Serve a evitare che il partner faccia quello che vuole calpestando la nostra dignità;
  • Il rispetto per l’altro: permette di scegliere di fare la cosa giusta e di evitare che siamo noi a calpestare la dignità altrui;
  • La resilienza: aiuta a non perdere la speranza nei momenti difficili;
  • La fiducia in se stessi: ci aiuta a non accontentarci delle soluzioni facili e immediate e ci dà la forza di costruire la realtà che desideriamo;
  • La consapevolezza: è l’elemento che mette un filtro alle reazioni istantanee (tipo quando mandiamo messaggi aggressivi alle due di notte), ciò che ci dà l’autocontrollo e aiuta a mantenere la calma.
  • L’amore per l’altra persona: il perno attorno il quale ruota tutto, la principale motivazione a diventare una persona migliore;
  • L’amore per sé stessi: che non è narcisismo ma ciò che ci consente di ricevere l’amore altrui, di credere alle parole e ai gesti d’amore;
  • L’insicurezza: che, in piccolissime dosi, mantiene vivo l’equilibrio di tutte le precedenti componenti, in quanto ci ricorda che tutto potrebbe finire da un momento all’altro, specialmente se non ci ricordiamo di apprezzare ed essere grati.

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