gerarchia dei bisogni di Maslow
Psicologia

Gerarchia dei bisogni di Maslow: cos’è e perché può cambiarti la vita

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Marzo 26, 2020
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Cosa motiva il comportamento umano? Cosa spinge me, te e chiunque altro a fare determinate scelte di vita? La gerarchia dei bisogni di Abraham Maslow è una delle teorie che dà la risposta più esaustiva alla domanda.

Secondo questo famoso psicologo statunitense, uno dei più citati del XX secolo, le nostre azioni hanno lo scopo ultimo di soddisfare determinati bisogni che differiscono tra loro per importanza e priorità.

Il concetto “gerarchia dei bisogni” venne così inizialmente presentato da Maslow in un articolo del 1943 intitolato “A Theory of Human Motivation” e successivamente nel suo libro Motivation and Personality (Motivazione e personalità, ultima edizione disponibile qui).

La gerarchia dei bisogni suggerisce che le persone sono motivate a soddisfare prima i bisogni basilari e poi quelli più avanzati.

Seppur la teoria nel tempo sia stata sottoposta a revisione, è ancora oggi presa in buona considerazione anche rispetto ad alcuni concetti della psicoterapia breve.

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Gerarchia dei bisogni e felicità

Maslow era molto più interessato a conoscere ciò che rende le persone felici e le cose che fanno per raggiungere tale obiettivo.

Come umanista, egli credeva che le persone avessero il desiderio innato di auto-realizzarsi, cioè di essere tutto ciò che potevano essere.

Per raggiungere questi obiettivi finali, tuttavia, è necessario che prima venga soddisfatta una serie di esigenze di base che comprendono ad esempio il cibo o la sicurezza personale.

Se si è sperduti in una foresta senza niente da mangiare o da bere, il primo pensiero non sarà di certo quello esistenziale di scoprire chi si è veramente. Piuttosto, sarà quello pratico di trovare riparo e ristoro. Quando, al contrario, si ha abbondanza di cibo e ci si sente al sicuro, ci si può concentrare su pensieri più astratti come la ricerca di un senso alla propria vita.

Anche grazie a considerazioni del genere, la gerarchia dei bisogni di Maslow viene spesso rappresentata come una piramide a 5 piani.

I livelli più bassi della piramide sono costituiti dai bisogni più elementari, mentre i bisogni più complessi si trovano nella parte superiore della piramide.

I bisogni nella parte inferiore della piramide sono requisiti fisici di base tra cui la necessità di cibo, acqua, sonno, ecc.

Una volta soddisfatte queste esigenze di livello inferiore, le persone possono concentrarsi sul soddisfare i bisogni superiori che hanno una natura più psicologica e sociale.

Qui diventa importante il bisogno di amore, amicizia e connessione col prossimo. 

gerarchia dei bisogni di Maslow

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Le cinque categorie della gerarchia dei bisogni di Maslow

Guardiamo adesso nel dettaglio i bisogni della scala di Maslow.

1. Bisogni primari fisiologici

Parliamo di bisogni fisici di base come bere quando si ha sete o mangiare quando si ha fame.

Maslow considerava quelli fisiologici quelli più essenziali.

Per fare qualsiasi cosa nella vita serve avere il giusto apporto di calorie, vitamine e proteine, dormire il giusto numero di ore e mantenere il corpo e la mente sani.

Per questo motivo quando c’è un problema di salute o, come nel caso della pandemia del Covid-19, un rischio grave alla salute pubblica, tutto si ferma.

Non conta più il lavoro o il divertimento quando non si sta bene nel corpo e nella mente, così il soddisfacimento dei bisogni fisiologici è la base sulla quale si può costruire tutto il resto.

2. Sicurezza

Una volta soddisfatte le esigenze fisiologiche delle persone, la prossima necessità che si presenta è vivere in un ambiente sicuro.

Le nostre esigenze di sicurezza sono evidenti anche nella prima infanzia, poiché i bambini hanno bisogno di ambienti sicuri e prevedibili e in genere reagiscono con paura o ansia quando questi non sono soddisfatti. 

Maslow ha notato che negli adulti che vivono in nazioni sviluppate, le esigenze di sicurezza sono più evidenti in situazioni di emergenza (ad esempio durante guerre e catastrofi).

Questa necessità può anche spiegare perché tendiamo a preferire ciò che è familiare a ciò che è sconosciuto e perché acquistiamo polizze assicurative.

3. Amore e appartenenza

Secondo Maslow, il prossimo bisogno nella gerarchia implica sentirsi amati e accettati. 

Questa esigenza include sia relazioni romantiche che legami con amici e familiari e ha a che fare sia con il bisogno di ricevere che di dare amore agli altri.

Strettamente correlato al bisogno di connessione è anche il nostro bisogno di appartenenza a un gruppo sociale

La sua origine va sicuramente cercata ed è correlata alla maggiore sicurezza che una tribù o gruppo sociale garantisce al singolo individuo.

Ma può anche essere spiegata con la natura sociale dell’animale uomo, che riesce a imparare a parlare e a vivere in società solo grazie ad altri esseri umani.

4. Stima

La stima è il quarto livello nella gerarchia dei bisogni.

Maslow la suddivide in due categorie:

  1. la stima per sé stessi (autostima) che include la dignità, il raggiungimento di obiettivi personali, la professionalità, l’indipendenza, la sicurezza in sé stessi;
  2. E il desiderio di stima da parte degli altri (per es. status sociale, visibilità e prestigio).

Maslow sottolinea che il bisogno di rispetto e reputazione è particolarmente importante nei bambini e negli adolescenti e precede il concetto di auto-stima e dignità negli adulti.

5. Auto-realizzazione

L’auto-realizzazione si riferisce al sentirsi realizzati e all’altezza del proprio potenziale, all’essere appagati della propria vita.

Mentre i bisogni primari e secondari possono essere molto simili in quanto attinenti alla psicologia e fisiologia umana, una caratteristica unica dell’auto-realizzazione è che sembra diversa per tutti. 

Per una persona l’auto-realizzazione potrebbe comportare l’aiutare gli altri, per un’altra la maestria in campo artistico o l’avere una famiglia propria.

In sostanza, l’auto-realizzazione significa sentire che stiamo facendo ciò che crediamo di dover fare.

Perché la gerarchia dei bisogni di Maslow può cambiare la nostra vita individuale e collettiva 

Al giorno d’oggi accade troppo spesso che ci si concentri sui bisogni inferiori e che, per esempio, si sacrifichi l’amor proprio per la sicurezza finanziaria.

La paura irrazionale di perdere rispetto o status spinge molte persone a trascurare la loro realizzazione personale e gli impedisce di trovare la versione “più alta” di sé stesse.

In aggiunta, la continua alienazione dell’uomo moderno causata da tecnologia e globalizzazione porta molti di noi a essere più egoisti e a cercare la connessione con la visibilità piuttosto che il contatto umano.

In un contesto come quello in cui viviamo diventa dunque imperativo acquisire consapevolezza dei propri reali bisogni per cambiare in meglio la propria vita ed evitare di sprecare energie rincorrendo falsi sogni e ideali.

Il nostro vero potenziale

La differenza fondamentale tra i bisogni primari e secondari definisce anche la differenza tra vivere e sopravvivere.

Se le tue uniche preoccupazioni sono relative a quello che mangerai domani, quella è sopravvivenza.

Se invece hai trovato il mondo di mantenerti mentre pensi a come puoi dare un significato e un valore alla tua esistenza, quella è vita.

La mente umana è in grado di fare molte più cose rispetto al trovare soluzioni per soddisfare i bisogni più semplici. 

Ogni essere umano ha a disposizione un infinito potenziale creativo che può essere utilizzato per inventare mestieri, risolvere problemi, creare bellezza, arte, musica. 

Dirigere la nostra mente sulle preoccupazioni più ordinarie della vita equivale a usare soltanto una piccola percentuale di questo infinito potenziale. 

La nostra crescita

In modo volontario o involontario, tutti ci muoviamo sempre verso un piano più alto dell’esistenza.

Quando non cerchiamo noi di farlo provando a rincorrere esperienze positive, arrivano le esperienze negative a farci crescere.

Come quando un periodo di disoccupazione aiuta a capire quale mestiere fare o quando un divorzio doloroso aiuta a trovare il vero amore.

O quando la perdita di una persona cara ci fa riacquistare una fede perduta e apprezzare di più quello che si abbiamo.

A prescindere da quale sia il motore che ci fa andare avanti, l’importante è non credere mai che sia finita, che non ci sia più nulla da imparare.

Fa parte della nostra stessa natura crescere.

Ed è forse il nostro bisogno più fondamentale quello di trovare uno scopo di vita e sentirci non solo al sicuro e sfamati, ma pienamente vivi.

VIDEO: Misurando ciò che rende la vita degna di valore


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