capire chi sei
Consapevolezza

Vuoi capire chi sei veramente? Segui questi 7 step

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17 Gennaio, 2020

La più grande avventura che intraprenderai nella tua vita è capire chi sei. 

Sembrerà contro-intuitivo, ma molti di noi vivono le loro giornate in modo inconsapevole, perseguendo falsi ideali e falsi desideri.

Confondiamo spesso la consapevolezza per auto-indulgenza, e andiamo avanti senza fare le domande che veramente contano tipo “Chi sono veramente?” oppure “Cosa voglio dalla vita?”.

Interrogativi marzulliani a parte, capire chi sei avrà dei riscontri estremamente pratici nella tua vita.

Non pensare che sia solo una questione teorica/esistenziale, e neanche che sia egoista o narcisista.

Tutt’altro.

Trovare sé stessi è l’unico modo di essere veramente d’aiuto agli altri, l’unico modo per essere un miglior partner, genitore, professionista, amico.

Perché come possiamo dare il meglio di noi in qualsiasi ambito se non sappiamo “cosa” siamo?

Come potrei mai insegnare a un figlio a realizzarsi se io stesso vivo ancora seguendo le istruzioni di qualcun altro?

La cosa più importante di tutte è riconoscere la propria vera natura in tutte le sue sfaccettature.

Ciò vuol dire accettare anche i lati più problematici, le insicurezze, i difetti. E significa anche essere vulnerabili di tanto in tanto.

Che noia sarebbe il mondo se tutti fossero sicuri di sé e impeccabili.

Prima di passare ai 7 step per capire chi sei veramente, ricorda dunque questi principi fondamentali: che quello che sei è multiforme, colorato, fatto di opposti estremi come paura e coraggio, forza e debolezza, certezza e incertezza.

Non puoi eliminare un opposto ed essere solo l’altro, non puoi liberarti di nulla che sia perfettamente naturale e umano.

Non puoi imparare ad accettarti solo quando ciò che non ti piace di te sarà scomparso.

Farai prima, molto prima, a capire perché sei arrivato a essere come sei, e poi a provare a essere la miglior versione possibile di te.

Leggi anche: Come conoscere se stessi, 20 domande utili

7 step per capire chi sei

1. Trova il vero significato del tuo passato

Non puoi capire nulla del tuo presente o del tuo futuro se non conosci bene la tua storia. 

Certo, sicuramente sei consapevole di dove sei cresciuto e di quello che hai fatto in passato.

Ma sei sicuro/a di ricordare con obiettività gli eventi che hanno caratterizzato la tua infanzia o adolescenza?

La ricerca lo conferma: non è tanto quello che ci succede nella vita, ma il significato che gli diamo. E questo significato è essenziale al nostro benessere mentale e fisico.

Ci sono moltissime persone che, avendo avuto esperienze negative in passato, si portano ancora dietro la sofferenza e l’insicurezza che sono scaturite immediatamente dopo.

Per esempio, avere dei genitori eccessivamente rigorosi o freddi può portare le persone a essere difensive e distaccate nelle relazioni.

Possibilmente se chiedi loro perché sono così ti diranno che è carattere, o magari saranno in grado di collegare il loro atteggiamento alla dinamica familiare.

Ma la cosa più difficile da fare per loro sarà cambiare il significato di quello che è successo, perdonare sé stessi e i propri genitori, iniziare a vivere partendo da presupposti completamente diversi.

Questo vuol dire capire chi sei: vedere il proprio passato come qualcosa che è accaduto a qualcun altro e che non ha più nessun potere su di noi.

Per esempio, per me è stato particolarmente difficile quando è arrivata mia sorella.

Non è stato, ovviamente, un evento di per sé negativo.

Eppure il significato che ho dato all’arrivo di Roberta lo è stato, convincendomi che non ero abbastanza per i miei genitori e che loro avevano bisogno di amare qualcun altro”.

Avevo solo due anni ai tempi e non ero ancora in grado di formulare un ragionamento del genere.

Quello che ero in grado di fare era sentirlo, nella pancia, nel cuore, nella rabbia che provavo ogni volta che guardavo mia sorella.

Sono stato schiavo di quella orribile convinzione per più di vent’anni, sempre a pensare che non ero abbastanza per nessuno.

Poi, quando ho capito che si trattava di una semplice interpretazione, che quello non ero io, sono stato in grado di liberarmi dal peso di quel ricordo distorto e sono stato libero di scoprire chi ero veramente – e di amare mia sorella.

Leggi anche: Perché si ha paura di crescere

 2. Differenzia 

Il processo di differenziazione comporta lo sviluppo di una percezione di se stessi come individui diversi e separati dagli altri.

Per trovare la nostra vera natura dobbiamo distaccarci dalle influenze più distruttive della famiglia e della società.

Gli psicologi individuano 4 step per completare questo processo:

  1. Liberati da pensieri dannosi e critici nei confronti di te stesso/a o di altri;
  2. Individua tutti quei tratti caratteriali negativi che hai assimilato dai genitori;
  3. Rinuncia ai meccanismi difensivi che hai sviluppato per adattarti alle condizioni familiari nell’infanzia;
  4. Scopri quali sono i tuoi valori invece di accettare quelli che ti sono stati impartiti crescendo, e questo ti aiuterà anche a capire cosa vuoi fare nella vita.

Leggi anche: Come affrontare la vita quando sorgono problemi

3. Trova un senso 

Viktor Frankl disse:

“La vita non è resa insopportabile dalle circostanze, ma soltanto dalla mancanza di senso e scopo”. 

Per chi non lo sapesse, Frankl è sopravvissuto alla circostanza più orribile che si possa immaginare, vivere in un campo di concentramento nazista.

E se è sopravvissuto è stato perché lui sentiva che la sua vita aveva un senso e una direzione che andavano al di là di quell’esperienza e che erano molto più importanti.

È il perché vivere che conta alla fine di tutto, non il come.

Studi dimostrano che le persone più felici del mondo sono coloro che trovano un significato in quello che fanno, coloro che hanno obiettivi che vanno al di là del piacere o della ricchezza materiale.

Capire chi sei è per questo estremamente collegato ai tuoi valori, al senso profondo che vuoi dare alla tua presenza su questa terra.

Leggi anche: Cos’è la libertà ed è possibile essere liberi?

4. Pensa a quello che vuoi dalla vita

Non puoi scoprire chi sei se non sai cosa vuoi e dove vuoi arrivare.

Sembra facile, ma non lo è.

A volte ci difendiamo dai nostri desideri perché ammettere di volere qualcosa equivale anche a esporsi alla possibilità di non riuscire a ottenerla e, quindi, di soffrire. 

Volere ci fa sentire vivi e vulnerabili, ci fa pensare di non meritare l’oggetto del nostro desiderio e ci porta a cercare una sicurezza blanda, grigia, sterile.

I desideri si possono sbloccare solo se si cambia prospettiva e si accetta il fatto che meritare felicità, amore e ricchezza non è solo prerogativa di qualcun altro ma anche nostra.

Non c’è nulla di male a farlo. Nessuno ce ne vorrà male, nessuno si stupirà.

È un sacrosanto diritto di tutti capire quali sono i propri desideri e darsi il permesso di realizzarli.

5. Riconosci il tuo potere  

Tutti hanno un potere, solo che alcuni si convincono di essere deboli e vivono in accordo con questa convinzione.

Essere potenti significa nient’altro che avere autostima, competenza, forza d’animo.

E significa anche avere la responsabilità delle proprie azioni, la possibilità di cambiare le nostre vite e di dar vita a nuove circostanze.

Questo è l’aspetto principale dell’essere adulti. 

Altri aspetti importanti sono:

  • Saper controllare le proprie emozioni soprattutto quando distruttive;
  • Saper formulare obiettivi e implementare le giuste strategie per raggiungerli;
  • Essere proattivi e indipendenti invece di passivi e dipendenti;
  • Costruire relazioni basate sull’egualità;
  • Essere aperti a cambiare punto di vista e considerare nuove idee o opinioni.
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6. Pratica la compassione e la gratitudine  

Una parte essenziale dell’essere una persona consapevole è la capacità di provare empatia e gratitudine.

Le persone inconsapevoli, infatti, tendono a biasimare gli altri per quello che non va nelle loro vite e danno tutto per scontato.

Chi invece ha vissuto l’esperienza di perdonare sé stesso/a e ha trovato il senso della propria vita è maggiormente in grado di vedere (e comprendere) le illusioni di cui gli altri possono essere vittime.

Gandhi diceva che:

“il miglior modo di capire chi si è veramente è di perdersi nel servizio degli altri”

È dunque un paradosso che più siamo incentrati su noi stessi, più pensiamo a prendere invece che a dare, più pensiamo ad accumulare, e più saremo insoddisfatti e lontani da chi siamo.

D’altro canto, relazionarsi con altre persone in modo sano ci dà la possibilità di osservare le nostre reazioni e ci mette in uno stato d’animo positivo che è il precursore della scoperta personale.

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 7. Scegli la tua famiglia 

Infine, un’ultima condizione essenziale per capire chi siamo è la nostra famiglia. 

Non possiamo scegliere la famiglia in cui siamo nati, ma spesso crediamo che questa famiglia definisca chi siamo.

Mentre da bambini non abbiamo molto controllo sul nostro tempo, man mano che cresciamo acquisiamo la possibilità di scegliere chi emulare e chi frequentare.

Da adulti possiamo avere la famiglia che scegliamo, possiamo stare con persone che ci rendono felici, che ci ispirano e che ci supportano.

Questa scelta può dirottare il corso del nostro destino, o verso la direzione di una maggior consapevolezza e serenità o verso una vita piena di insoddisfazioni e falsi credi.

Perché non si può crescere nel vuoto, abbiamo sempre bisogno di qualcuno al nostro fianco.

Scegli con cautela dunque, trova la tua tribù, la tua rete di supporto alla tua crescita e scoperta personale.

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