cosa fare nella vita
Consapevolezza

Il metodo completo per capire cosa fare nella vita ed essere più appagati

on
14 Gennaio, 2020

Voglio iniziare con una confessione: sin da quando ero piccolo non ho mai veramente avuto le idee chiare su cosa fare nella vita.

Dopo aver lasciato il liceo ho preso due lauree completamente diverse, una in legge e l’altra in composizione.

In più, ho fatto una serie di lavori che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.

Sono passato dall’operatore di call center allo sviluppatore di contenuti mediatici; dall’assistente compositore al cameriere; dal musicista negli alberghi all’insegnante di chitarra per bambini; dal life coach all’insegnante d’inglese.

Per non parlare dei vari corsi e seminari su tematiche più disparate come il marketing o la meditazione.

Praticamente non sono mai riuscito a rimanere costante con nessuna attività per più di due o tre anni e non nascondo che la cosa mi abbia creato non poche insicurezze.

Provo una sorta di invidia nei confronti di coloro che si dedicano a una sola cosa, o di quelli che scoprono la propria vocazione già da piccoli.

In passato leggevo spesso libri e guardavo video sull’importanza della costanza e della determinazione, su quanto sia essenziale l’esercizio ripetuto e costante per ottenere risultati e successo nella vita.

E più imparavo sul successo e più mi convincevo di non aver nessuna delle qualità che servivano a ottenerlo.

Tristemente, a un certo punto mi ero persino convinto che non avrei mai trovato la quadratura del cerchio, che sarei rimasto per sempre indefinito, incompleto.

Poi ho scoperto che non tutto è bianco o nero, e che molte delle supposizioni che avevo su come trovare la propria strada erano distorte.

La formula (sbagliata) per trovare la propria strada e capire cosa fare nella vita

Da secoli gli uomini danno consigli su come raggiungere il successo, ma questi consigli sono quasi sempre contestuali al tempo e al tipo di società in cui si vive.

Secoli fa il successo si misurava con il numero di pecore che avevi nel tuo gregge.

Poi con l’importanza del casato a cui si faceva parte o che si serviva.

E più in là ancora bastava avere un pezzo di terra o un lavoro in fabbrica per sentirsi realizzati.

Oggi, ovviamente, lo standard per il successo è diverso, ma non per questo più accurato di prima.

In sostanza la formula che ci viene comunemente venduta per ottenere il successo è:

“Scopri la tua destinazione il prima possibile – lavora sodo – non mollare – diventa più bravo degli altri”

Grazie a questa formula si dovrebbe riuscire a ottenere l’eccellenza che, a sua volta, dovrebbe portare al successo e al fine ultimo della nostra esistenza… la felicità.

L’obiettivo qui è fare quello che fanno gli altri, meglio degli altri.

Però ci sono alcuni problemi.

In primis, non può esistere una formula standard che valga per tutti perché ognuno di noi è diverso.

In secondo luogo, non è detto che diventare i migliori, o raggiungere alti livelli di eccellenza, porti a essere completamente appagati.

La differenza tra appagamento ed eccellenza

Ci basta guardare a tutte quelle persone che, pur avendocela fatta, odiano il loro lavoro, per capire che l’eccellenza non è garanzia di appagamento.

Quest’ultimo non è incluso nella generale concezione di successo.

Si tende a credere che un direttore di banca abbia più successo di un tappezziere, senza considerare che, per alcuni, foderare divani potrebbe rendere molto più felici che stare seduti in un ufficio tutto il giorno.

Tra i vari parametri per misurare la qualità delle nostre scelte di vita l’appagamento è dunque quello più significativo e affidabile.

Se quello che facciamo non ci rende appagati potrebbe esserci qualcosa che non abbiamo capito di noi stessi, qualcosa che possibilmente abbiamo ignorato strada facendo.

Leggi anche: Come conoscere se stessi, 20 domande utili

Il mito del talento innato

Uno degli errori più grandi che abbia fatto nella vita è stato quello di smettere di fare alcune attività che mi davano piacere perché non mi sentivo all’altezza dei grandi.

Ho creduto, erroneamente, al mito del talento innato e non mi sono dato il permesso di testare delle abilità solo perché credevo di non aver iniziato in tempo.

Del resto, come si può pensare di iniziare musica a trent’anni quando Mozart scriveva sinfonie a 8?

Lo stesso vale per la finanza se si considera che Warren Buffet comprava azioni a 11 anni.

E per il golf quando consideri che Tiger Woods vinceva tornei di golf a 6 anni.

Esempi del genere sono spesso considerati come la prova che il talento vero si manifesti all’inizio della vita per una manciata di prescelti.

Se entro vent’anni non hai ancora vinto nessun premio o impressionato nessuno con le tue naturali abilità, probabilmente non farai parte di loro.

E questa è la grande bugia del nostro tempo: la convinzione che ci siano persone fortunate e persone sfortunate.

A causa di questa convinzione milioni di persone ogni giorno scendono a compromessi perché credono di non essere abbastanza bravi, abili o intelligenti da ottenere ciò che li renderebbe felici.

3 persone che hanno trovato la loro strada e raggiunto il successo dopo i vent’anni

Quando si pensa al successo planetario vengono a mente storie di persone eccezionali che sono passate dalle stalle alle stelle.

Si pensa a personaggi del calibro di Richard Branson, Steve Jobs o Mark Zuckerberg.

Eppure ci sono tantissime altre persone che, pur non avendo ottenuto lo stesso livello di ricchezza e notorietà, sono comunque riuscite ad affermarsi senza rispettare le tempistiche e gli step convenzionali.

Ecco tre esempi.

1. Jennie McCormick

Jennie McCormick è la prima astronoma amatoriale a scoprire un pianeta dal 1781.

Nata a Auckland, nella Nuova Zelanda, ha scoperto la sua passione per le stelle soltanto intorno ai 25 anni quando un parente le mise in mano dei binocoli e le chiese di guardare in alto verso la Via Lattea.

Da quel giorno si dedicò anima e corpo allo studio dell’astronomia e, senza conseguire una laurea, pubblicò diversi articoli su riviste accademiche prestigiose, scoprì un pianeta e un asteroide.

2. Alan Rouleau

Uno dei più grandi sarti di alta moda degli Stati Uniti.

Alan Rouleau crea vestiti per celebrità, magnati della finanza e atleti professionisti; ha ricevuto diversi premi nazionali e viene menzionato come un’autorità dalle principali riviste del settore.

E ha cominciato solamente nei suoi trent’anni anni, dopo aver passato più di un decennio a fare i lavori più disparati, dal barman all’agente immobiliare.

3. Ingrid Carozzi

Ingrid Carozzi lavorava in una compagnia di relazioni pubbliche ed era completamente insoddisfatta della sua vita prima di scoprire, anche lei nei suoi trent’anni, la sua passione per le composizioni floreali.

Adesso è una delle artiste floreali più acclamate di New York e fornisce le sue composizioni a matrimoni dell’alta società, alla sede di Burberry a Londra e alla corte reale di Svezia.

cosa fare nella vita
Ingrid Carozzi

Leggi anche: Lavorare meno aiuta a godersi la vita ed essere più produttivi

Come capire cosa fare nella vita: un metodo completo in 5 step

Dallo studio di persone come Ingrid sono emersi diversi aspetti che confermano che la formula convenzionale del successo non vale per tutti.

Se per alcuni rimanere costanti in un’attività può funzionare, altri potrebbero aver bisogno di iniziare e poi smettere diversi lavori, cimentarsi in diversi settori.

Quello che conta, quindi, non è tanto forzarsi di essere coerenti ma accettare e comprendere la propria individualità, partendo dalla scoperta delle motivazioni nascoste.

1. Conosci i tuoi micro-motivi

Nel trovare una strada da seguire si tende a orientarsi grazie ai grandi obiettivi e alle grandi motivazioni della vita come trovare casa, sposarsi o raggiungere una stabilità finanziaria.

Ma questi non dicono nulla su chi siamo e su quello che ci piacerebbe fare/essere.

Chiunque può dire di voler avere tanti soldi o trovare l’amore.

Ciò che ci rende unici sono invece i nostri micro-motivi, cioè quelle piccole attività improduttive che crediamo non avere valore ma che ci danno comunque immenso piacere.

Si potrebbe trattare di un interesse particolare o di un tratto particolare del nostro carattere.

Un micro-motivo è la sensazione di benessere che si prova nello stare all’aria aperta o l’ossessione di allineare gli oggetti.

Dietro quest’ultima potrebbe nascondersi un talento per l’odontoiatria e dietro l’amore per la natura una carriera come guardia forestale.

Ciò che ci potrà portare appagamento non deve essere per forza grandioso, eccentrico o affascinante.

I nostri micro-motivi possono portarci a fare un’attività completamente normale e ordinaria me che, nel tempo, ci può rendere perfettamente soddisfatti e appagati.

Consigli per scoprire le proprie motivazioni

Per trovare quali sono le tue micro-motivazioni chiediti quali sono le cose che ami fare di più.

Osserva la tua reazione quando ti trovi davanti persone che fanno determinati lavori e prova a capirne la radice.

Se davanti alla storia di un’artista floreale ti ritrovi a pensare “e cosa c’è di speciale? è pur sempre una fioraia” vuol dire forse che per te la notorietà e lo status sociale sono più importanti.

In altre parole, studia le tue reazioni ai lavori e alle vite degli altri, prestando attenzione a pensieri del tipo “quello/a potrei essere io!”.

Sta attento/a però a non farti condizionare dall’invidia o a cedere alla tentazione di fare paragoni ingiusti.

2. Conosci i tuoi valori

Alla base di tutto quello che facciamo c’è un valore.

Uno molto comune è il denaro, per esempio.

Molte persone considerano importante la stabilità finanziaria e impostano le loro scelte di vita sulla base di questo obiettivo finale.

Altre tengono alla famiglia e quindi sacrificano alcune opportunità lavorative per stare vicine ai loro cari.

Ecco qui una lista abbastanza esaustiva dei valori che possono guidare le nostre scelte.

Individua quelli a cui tieni particolarmente e poi chiediti se le tue scelte di vita siano in accordo con essi.

Se c’è una discrepanza, chiediti quale scelta concreta potrebbe allineare le tue circostanze ai tuoi valori.

  • Accoglienza
  • Accuratezza
  • Affidabilità
  • Amicizia
  • Amore
  • Apertura mentale
  • Avventura
  • Auto-accettazione
  • Auto-controllo
  • Auto-stima
  • Autorità
  • Autonomia
  • Avere un bel fisico
  • Bellezza
  • Cambiamento
  • Carriera
  • Comfort
  • Compassione
  • Competenza
  • Conformismo
  • Conessioni
  • Consapevolezza
  • Contribuire
  • Cooperazione
  • Cortesia
  • Creatività
  • Crescita
  • Cura per gli altri
  • Divertimento
  • Dovere
  • Eccellenza
  • Ecologia
  • Entusiasmo
  • Essere d’aiuto
  • Fama
  • Famiglia
  • Fede
  • Flessibilità
  • Generosità
  • Genuinità
  • Giustizia
  • Interdipendenza
  • Intimità
  • Lavoro
  • Lusso
  • Moderazione
  • Monogamia
  • Natura
  • Non-conformismo
  • Onestà
  • Ordine
  • Pace interiore
  • Passione
  • Piacere
  • Popolarità
  • Potere
  • Razionalità
  • Realismo
  • Responsabilità
  • Ricchezza
  • Rischio
  • Romanticismo
  • Salute
  • Semplicità
  • Servizio
  • Sessualità
  • Sfida
  • Sicurezza
  • Solitudine
  • Spiritualità
  • Speranza
  • Stabilità
  • Tolleranza
  • Tradizione
  • Tranquillità
  • Umiltà
  • Umorismo
  • Virtù

Nota: I valori non sono fissi e immutabili.

Man mano che cresciamo e impariamo a conoscerci meglio i nostri valori potrebbero cambiare con noi.

3. Conosci le tue scelte

Una volta capito quali sono i valori e le motivazioni arriva l’ora di capire quali scelte abbiamo.

Qui è essenziale non lasciarsi influenzare da quello che dicono gli altri in quanto la stessa scelta fatta da due persone diverse potrebbe portare a due risultati completamente opposti.

Considera inoltre che c’è una differenza sostanziale tra scegliere tra le opzioni disponibili e scegliere ciò che volgiamo.

Nel primo caso sarebbe un po’ come ordinare da un menù in pizzeria: le pizze disponibili sono solo quelle proposte.

Scegliere ciò che volgiamo vuol dire invece creare le opportunità anche quando non fanno parte delle circostanze o cambiare le circostanze per ottenere il risultato sperato.

Le scelte hanno dunque lo scopo di creare un ambiente che sia adeguato alla nostra personalità e ai nostri valori.

Se l’ambiente è quello giusto non importa se il nostro obiettivo finale sembra lontanissimo, riusciremo comunque a crescere e ad avere successo.

Se, al contrario, ci troviamo nel contesto sbagliato, difficilmente otterremo i risultati sperati.

Pensa per esempio a quante persone lavorano come assistenti o camerieri.

Non tutte avanzano di carriera e diventano manager o dirigenti, ma solo quelle che hanno reali motivazioni a lavorare in quell’ambiente e i cui valori sono congruenti con il tipo di lavoro.

4. Conosci le tue strategie

La cultura della standardizzazione ci dice che c’è un solo modo per affermarsi nella vita.

Invece, come abbiamo già accennato, ce ne sono diversi.

Ognuno di noi ha delle abilità e punti di forza, e saranno queste a dettare la nostra strategia d’azione.

Sarà essenziale, dunque, capire per cosa siamo portati, cosa ci riesce meglio di altri, quali inclinazioni naturali ci contraddistinguono.

Alquanto importante sarà anche ricordare che ogni difetto o punto di forza è altamente circostanziale:

  • una persona empatica non farà successo nell’esercito ma potrebbe diventare un’ottima infermiera;
  • uno molto alto farà meglio a fare pallacanestro che a lavorare in una miniera;
  • se una persona ha problemi a leggere un testo ma ha una grande memoria visiva potrebbe avere una predisposizione per l’arte.

Al mondo ci sono tante forme di intelligenza e non esiste una formula che valga per tutti.

Ognuno di noi può fare meglio o peggio in base al contesto in cui si trova.

Per trovare questo contesto la giusta strategia non sarà sempre scegliere una cosa sola a cui dare la completa dedizione ma provare diverse attività fino a quando non si trova quella che dà il maggior piacere.

In definitiva, la verità è che le tue inclinazioni naturali verrano scoperte grazie all’azione non all’introspezione.

5. Ignora la destinazione

Eccoci arrivati l’ultimo step, quello più controintuitivo: ignora la destinazione.

La formula convenzionale del successo ti dice di tenere l’attenzione alla meta, a dove vuoi arrivare.

Ci dicono che ci vuole X tempo per imparare un mestiere e che si devono seguire X step.

Questo è, un altra volta, parte della nostra irresistibile tendenza a voler imporre ordine e prevedibilità in un campo caratterizzato dalla scoperta continua.

Ignorare la destinazione non vuol dire ignorare un obiettivo.

Significa invece che il modo in cui crediamo le cose debbano andare potrebbe cambiare nel tempo.

La risposta che stiamo cercando potrebbe cambiare così come la nostra motivazione.

Il segreto è dunque concentrarsi sui valori, sulle motivazioni e sulle strategie, e sull’imparare il più possibile su sé stessi per trovare le circostanze più adeguate alla propria personalità.

Per fare un’analogia, questo metodo sarebbe un po’ come scalare una montagna sconosciuta.

Si arriva alla prima fermata, ci si guarda intorno, si tenta di capire quale sia la strada migliore, si prosegue nella scalata.

Se sorge un problema si torna indietro e si riparte.

Questo vuol dire, nelle parole più semplici in assoluto, capire cosa fare nella vita.

Leggi anche: Come cambiare la propria vita – e quando farlo

Un ultimo consiglio per chi non sa cosa fare nella vita

Non sapere cosa fare nella vita non è una condanna, non è segno di sconfitta o inettitudine.

Non tutti possono nascere specialisti in qualcosa.

Il mondo ha bisogno di persone con una singola vocazione tanto quanto ha bisogno di persone con una gamma di interessi più ampia.

Quindi, se anche tu sei una persona che fa fatica a inquadrare la propria strada il mio consiglio è… non perdere tempo a provare a essere qualcuno che non sei.

Asseconda le tue curiosità e presta attenzione alle tue motivazioni e ai tuoi valori.

Spero che con questo articolo sia riuscito a convincerti che è possibile trovare la propria strada in qualsiasi momento della vita.

E che spesso le svariate esperienze che facciamo prima servono semplicemente a darci la maturità e consapevolezza necessarie ad affrontarla al meglio.

VIDEO: Perché alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione

Lettura consigliata: Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici

cosa fare nella vita
Ordina su Amazon
TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT