Ansia e paranoie: da dove vengono e come liberarsene

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Hai mai provato un malessere che non ti sai spiegare? Quella sorta di angoscia a cui non riesci a dare un nome? Quando sai che c’è qualcosa che non va, ma non capisci cosa, pensare all’ansia e alle paranoie ti fa stare solo peggio.

Così rimani fermo a sentire il tuo corpo, sentire il tuo respiro, sentire il tuo cuore che batte. Fai fatica a rimanere lucido e ad avere pensieri confortanti.

Credi non ti rimanga altro che accettare il malessere e conviverci o quantomeno dargli il meno potere possibile. Ma come si fa?

Userò il termine “paranoia”, non nell’accezione medico/scientifica, ma considerandolo quel comune sentimento che ognuno di noi avrà provato almeno una volta nella vita.

Perché mi guarda così? Avrò fatto qualcosa di male?”

“Oggi Marco non mi ha salutata uscendo. Sarà per quel messaggio che gli ho inviato ieri?”

Forse quasi tutti noi “soffriamo” di queste piccole paranoie. Domandine scomode che ci ronzano nella testa a cui vogliamo e dobbiamo subito rispondere. Se non ci riusciamo, ecco che l’ansia ci bussa alla porta dello stomaco.

Sembrano davvero banalità, ma più queste domande frullano nella nostra mente e più ci allontaneremo dal vero senso della vita.

Da cosa possono derivare ansia e paranoie

È difficile dare una risposta assoluta a questa domanda. Ognuno ha le sue paure e percezioni e probabilmente le mie saranno diverse dalle tue.

Io non ho nessun problema ad immergermi a 40 metri in mezzo al mare con intorno solamente acqua e pesci e tu probabilmente vai in ansia appena non tocchi più il fondo della piscina.

Ci possono essere due diversi tipi di cause: le cause esterne e le cause interne.

Vediamo di cosa si tratta.

Cause esterne

Le cause esterne che ti possono portare ansia e paranoie possono essere dovute a:

  • Traumi: un evento molto forte come un incidente o una violenza, può causare forte ansia. Le domande a cui non riusciamo a dare una risposta ci porteranno a trovarle a tutti i costi. Questo potrà causare una forma di paranoia nel trovare risposte che non sempre esistono.
  • Uso di farmaci: spesso è la soluzione più veloce. Soprattutto in questa era del covid, dove ci sentiamo rinchiusi ed impotenti, è aumentato l’uso di farmaci per “stare meglio”. In realtà questo causa ancora più ansia e paranoie, proprio perché cerchiamo una soluzione all’esterno di noi.
  • Problemi di salute: quando si parla di salute, chi di noi non va in panico? Dalle piccole cose come un braccio rotto (“Come farò a lavorare così?) a una malattia più grave come un infarto o un tumore. L’ansia di non sapere, la paranoia di cercare di fare qualcosa, pur sapendo che l’unica cosa è accettare.
  • Le persone: la fine di un rapporto importante o lo stare a contatto con persone poco serene, può scatenare in noi ansia e paranoie. Non ci diamo spiegazioni, cominciamo a pensare che il “malessere” altrui possa derivare da noi, ci sentiamo a disagio e non sappiamo cosa fare.
  • Uso di sostanze stupefacenti: questo può sembrare il più banale, ma è più comune di quel che immagini. Partendo dalle droghe, per arrivare alle sigarette, alcool e addirittura il caffè. Le sostanze che alterano la nostra percezione della realtà, possono essere causa di stress ed ansia.

Queste sono alcune di quelle cause che non dipendono direttamente da noi che possono farci avvertire ansia e paranoie.

Anche se arrivano dall’esterno, le subiamo e non riusciamo a trovare il modo di sconfiggerle. Altra questione è con quelle che dipendono direttamente da noi.

Cause interne

Sono quelle che ci nascono dentro e che vivono nel nostro cuore e nella nostra mente in modo malsano. Ci fanno stare male e non riusciamo a farle uscire. E forse è proprio questo il problema: ci concentriamo per eliminarle, quando forse dovremmo trovare il giusto modo per conviverci.

Le cause interne possono essere dovute a:

  • Forte timidezza: se sei timido e insicuro, tenderai a credere di non essere abbastanza. Dentro di te “vorresti”, ma ti continui a dire che “non puoi”. Questo contrasto dentro ti procurerà molto probabilmente ansia e paranoie.
  • Bassa autostima: chi non crede in sè stesso avrà maggiori possibilità di cadere in queste sofferenze. A volte, per aumentare la propria autostima, serve solamente uscire dalla propria zona di confort e misurarsi con il nuovo. Non serve molto per partire, ma facendo così potrai arrivare in posti che non ti saresti nemmeno sognato.
  • Testardaggine: eh sì, a volte questa caratteristica, se usata male, può farci provare ansia e paranoie. Se non riusciamo ad accettare quello che non è in nostro controllo, proveremo frustrazione. Più ci fissiamo di cambiare o far andare le cose come vogliamo noi, più ci sentiremo impotenti. L’energia che ne deriverà non potrà mai farci del bene.
  • Cattive abitudini: anche queste possono causare malessere. Mangiare in modo poco equilibrato, fumare o bere. Avere una vita sedentaria ti causerà malessere fisico che irrimediabilmente si ripercuoterà sul tuo umore.
  • Convinzioni limitanti: noi siamo frutto del nostro passato. Il pericolo è dargli troppo potere. Le esperienze che abbiamo vissuto, hanno fatto di noi ciò che siamo oggi, ma non dobbiamo permettere loro di influenzare le nostre scelte del presente, per il nostro futuro. Non c’è scritto da nessuna parte che se una cosa è andata male nel passato, dovrà andare male nuovamente.

Quando pensiamo a noi oggi, tendiamo a etichettarci con l’identità che ci siamo costruiti fino ad ora. Ci vediamo con gli stessi occhi di sempre, senza nemmeno immaginare che oggi siamo diversi da ieri.

Il passato deve essere un maestro, non un freno che ci impedisce di vivere

5 segni per capire se soffri di ansia e paranoie

I seguenti sono segnali che anche tu, come me, avrai provato in qualche occasione. Sono così comuni che spesso non ci facciamo nemmeno caso.

  1. Difficoltà a dormire: il sonno è il modo che il nostro corpo ha per rigenerarsi. Si entra in uno stato di rilassatezza tale da portarci ad abbandonarci totalmente spegnendo il fruscio della mente. Se è un periodo di stress o ansia, il corpo non si rilassa e non riesce a “passare dall’altra parte”, facendoci dormire male o rimanere svegli.
  2. Costrizione alla gola o allo stomaco: come tutti gli organi, anche gola e stomaco subiscono le nostre emozioni. In particolare frustrazione, ansia e paranoie li attaccano e li disturbano, facendoci percepire il classico “groppo in gola” o il “nodo allo stomaco”.
  3. Inappetenza: deriva direttamente da ciò che abbiamo appena visto. Quando senti malessere e agitazione, una delle prime cose che perdi è l’appetito.
  4. Tachicardia e iperventilazione: quando soffriamo di ansia e stress sembra che tutto vada più veloce del normale. Ci ritroviamo a vivere un tempo che si dilata e si restringe e non capiamo bene cosa ci stia succedendo. In uno scenario così, è normale che le nostre funzioni vitali come respiro e battito cardiaco, si alterino, cominciando a “rincorrere” quel tempo che sembra ci sfugga dalle mani.
  5. Apatia e agitazione: ognuno reagisce a suo modo, ma osservati. Sei una persona attiva e brillante che si ritrova a essere apatica nei momenti difficili? O magari sei una persona tranquilla che si agita facilmente?

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La metafora della scatola

In qualsiasi situazione siamo, solo noi possiamo fare il primo passo per la nostra serenità.

Per risolvere malesseri interiori, abbiamo uno strumento molto forte da poter usare per tornare a stare bene.

Hai mai sentito parlare della “metafora della scatola”?

La scatola rappresenta la nostra vita. La palla e il pulsante rosso sono il dolore, che scatta quando i due si toccano. Istintivamente ci viene da rimanere fermi. “Se sto fermo, la palla non si muove e non provo dolore”.

Il fatto è che la palla si può muovere anche se non ci muoviamo: basta una canzone, un ricordo, un incontro che la palla si sposta e il pulsante ci fa sentire dolore.

A questo punto hai due scelte:

  1. puoi rimanere fermo per sentire meno dolore possibile,
  2. o andare avanti con la tua vita.

Rimanere fermo equivale a non vivere, a rinunciare a nuove opportunità, nuove esperienze o conoscenze, per paura di attivare il pulsane e sentire dolore, quel dolore che deriva dal passato.

Quando scegli di continuare a vivere accetti tutto ciò che la vita ti regala. Muovendoti la palla toccherà molto spesso il pulsante rosso e sentirai molto spesso dolore. Ma sai la cosa bella? Che più la palla toccherà il pulsante e più rimpicciolisce.

La palla non sparirà mai ma, essendo più piccola, sarà meno probabile che inneschi il pulsante. E quando lo farà avremo più tempo per riprenderci dal dolore. Così soffriremo meno e riusciremo a goderci di più le “gioie della vita”. Le riconosceremo come tali e non come ulteriori nemici da combattere per non soffrire nuovamente.

Attività pratiche per sconfiggere ansia e paranoie

Questa della scatola è una bella teoria. Un’immagine mentale che ci aiuta a gestire ciò che ci fa star male. Ma nel concreto cosa posso fare?

  • Passeggiata in natura: la natura ha il grande potere di rigenerarci. È la sua dote più grande e spesso noi le sfuggiamo. Lei però è sempre lì ad aspettarci con i suoi mari e boschi, con i suoi prati e le sue montagne. Dentro di lei potremo trovare il modo per parlare a noi stessi e metterci nello stato d’animo di ritrovare la nostra serenità.
  • Sport: quando muoviamo il corpo si genera un’energia che ci invade muscoli e spirito. È una spinta in avanti, che ci fa superare i nostri limiti e le nostre incertezze. Ci aiuterà a guardare al di là delle nostre preoccupazioni e ritrovare uno stato mentale e fisico per liberarci dall’ansia e paranoie.
  • Viaggiare: qualsiasi tipo di viaggio, anche una semplice gita fuori porta. Scoprire luoghi sconosciuti ti sorprenderà e ti farà riflettere sulla meraviglia che il mondo ti offre. Potrai perderti in posti nuovi per poi ritrovarti più sereno e consapevole del tuo posto nel mondo.
  • Leggere: anche la lettura è un modo per viaggiare. Imparerai nuove idee e modi di pensare, conoscerai nozioni che arricchiranno la tua conoscenza o semplicemente avrai l’opportunità di “vivere” avventure e vicende che ti permetteranno di prenderti momenti di pausa dalla routine o dalla frenesia che ti porta malessere.
  • Scrivere: il concetto è molto simile a quello della lettura, con la differenza che sei tu il protagonista di ciò che metti su carta. Scrivere è un modo straordinario di liberarsi da ciò che ci rode dentro, una sorta di catarsi per purificare lo spirito. Scrivi pensieri e parole su fogli di carta da bruciare in un falò o nel camino. Sarà un buon modo per fissare sul foglio ciò che ti fa star male e poi eliminarlo.

Andate in un luogo dove non siete mai stati almeno una volta l’anno”

Dalai Lama

Usa ansia e paranoie per essere sereno

Sembra un’assurdità vero? Ma se ci pensi il dolore e tutto quello che ne deriva, ci sarà sempre. Quando subiamo un’ingiustizia, quando siamo noi che facciamo del male, quando assistiamo a qualcosa che ci crea sofferenza.

La vita è piena anche di cose belle, che ci fanno sentire come non mai. Quando incontriamo la donna della nostra vita, quando nasce un figlio o quando troviamo il lavoro dei nostri sogni.

Felicità e sofferenza faranno sempre parte di noi e non possono esistere l’una senza l’altra.

Quando soffri, pensa al motivo per cui senti il dolore. Conoscilo e cerca di stare con lui più tempo possibile. Parlagli se ti va di farlo. Rendilo reale e non una sensazione inconsistente. Quando riuscirai a farlo, sarà il momento buono per accettarlo e lasciarlo andare.

La strada verso la serenità è fatta di scelte. Non permettere che la vita lo faccia al posto tuo.

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