dover mentire
Sviluppo personale

Ti trovi spesso a dover mentire? Ti conviene smettere

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Novembre 12, 2020
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Se ti trovi spesso a dover mentire avrai sicuramente le tue ragioni.

Si mente per svariati motivi, ma spesso se ne può perdere il controllo.

C’è chi si trova a fare della menzogna il suo stile di vita, mentre chi pensa di dover mentire a fin di bene.

Per alcuni le bugie sono perdonabili, per altri mentire è tabù.

L’origine del dover mentire

La menzogna ha una storia antica.

Quando il mondo venne creato il serpente mentì ad Eva. Portò così l’essere umano a “sporcare” la propria anima con il peccato.

L’inganno fu protagonista anche nella mitologia greca: il famoso episodio del cavallo di Troia ne è un chiaro esempio.

E poi c’è la storia di Pinocchio, che ha insegnato ai nostri bambini cosa sono le bugie e quali sono le loro conseguenze.

Ma nonostante i numerosissimi esempi e le condanne condivise perché dover mentire è diventata una prassi comune?

Come viene vissuta la menzogna

La maggior parte delle persone pensano che mentire sia sbagliato.

La menzogna è vista come uno strumento subdolo per ottenere qualcosa per sé, una pratica egoistica che appartiene solo a pochi.

In verità la “frottola” è qualcosa di più comune di quanto sembri, visto che ci sono diversi livelli di menzogna, partendo dalle cosiddette bugie “bianche” a quelle che possono distruggere per sempre una relazione.

Un esempio di bugia bianca

Marco chiama a casa per comunicare l’esito di un esame:

“Ciao mamma, si tutto bene, oggi ho superato l’esame di anatomia all’università! Ancora due e finalmente ci siamo

Marco è iscritto all’ultimo anno di medicina e i suoi genitori hanno fatto molti sacrifici per farlo studiare in un’altra città.

Marco però, per non gravare sulle loro spalle si è trovato un lavoro come cameriere e spesso fa anche il doppio turno perché la vita in città è costosa.

Marco non ha superato l’esame di anatomia, ma è convinto di poterlo superare nella prossima sessione.

Perché dare preoccupazione alla mamma? 

Pensa che sia inutile creare ansia ai suoi genitori quando può ancora recuperare, così mente.

È giusto dire bugie a fin di bene?

Cosa ne pensi?

Marco è così un cattivo ragazzo o è solo sensibile nei confronti dei genitori?

Dal suo punto di vista dover mentire è un segno di attenzione verso un’altra persona.

Ma cosa ne penserebbe sua madre?

Sarebbe dello stesso avviso se scoprisse le menzogne del figlio?

Non importa quanto tempo ci mettono le bugie a essere svelate. Quel che conta è che, nella maggior parte dei casi, vengono scoperte.

Non per nulla esistono proverbi come “le bugie hanno le gambe corte” o “tutti i nodi vengono al pettine”.

Prima di mentire chiediti allora cosa penseranno gli altri quando, forse inevitabilmente, scopriranno la verità.

Credi che anche loro vedranno le tue bugie come innocue o si sentiranno feriti e delusi?

In altre parole, dal punto di vista di chi le riceve, c’è davvero differenza tra una bugia bianca da una classica menzogna egoistica?

Perché sentiamo di dover mentire

Per fare chiarezza vediamo le possibili cause delle bugie nere bugie bianche.

Le prime sono le menzogne che portano a ottenere un vantaggio personale a discapito di altri. Si può mentire per:

  • Ottenere un lavoro
  • Salvare la reputazione
  • Apparire migliori
  • Evitare situazioni spiacevoli
  • Esercitare potere sulla vittima

Le seconde sono quelle bugie che si dicono per proteggere, perché si pensa che la verità faccia più male di una sana bugia.

Si può dire una bugia bianca per:

  • Non deludere
  • Non fare preoccupare (come Marco ha fatto con sua mamma)
  • Difendersi
  • Non ferire i sentimenti altrui
  • Dare fiducia

Un altro tipo di bugia

C’è poi un altro tipo di bugia che credo sia la più pericolosa di tutte: mentire a se stessi.

Spesso può capitare che per evitare una situazione faticosa mentiamo a noi stessi pur di non doverla affrontare.

Così le bugie diventano uno schermo che serve a separarci da realtà dolorose e ci impediscono di vedere preziose verità su chi siamo veramente.

Esempi di ciò sono gli atteggiamenti di orgoglio di chi non vuole riconoscere le proprie colpe durante una lite di coppia.

Oppure le convinzioni di grandezza di chi non ha il coraggio di ammettere le proprie lacune per paura di fallire.

Credo che menzogne del genere siano pericolose perché bloccano la crescita personale e sabotano le chance di ottenere una sana felicità.

Segni premonitori delle menzogne

Rendere una menzogna veramente credibile non è cosa da poco.

La memoria di chi mente deve essere elastica perché è molto facile cadere in contraddizioni quando si inventa una finta realtà.

Chi mente tende a ripetere gli stessi concetti, quasi a giustificarsi. Parla in modo veloce e disordinato, senza seguire un filo logico.

Passa dal puntare il dito (in senso letterario) a toccarsi mentre parla per distogliere la tua attenzione da quello che dice.

Può cambiare modo di porsi: prima ti adula per cercare di convincerti, poi si arrabbia quando si accorge che la sua strategia con te non funziona.

Dopo una discussione può offendersi solo per aver messo in dubbio le sue parole. (Anche io ho avuto un’esperienza con un bugiardo incallito. Leggi questo articolo per scoprire come è andata).

Senza contare tutti i segnali del corpo:

  • Sudorazione
  • Tremore o balbettio
  • Rigidità 
  • Fissità dello sguardo
  • Distoglimento dello sguardo

Lo so, alcune di queste caratteristiche si contraddicono (stiamo parlando di bugie no?!), per approfondire leggi anche l’articolo di Andrea Giuliodori di “Efficacemente”.

Cosa può succedere quando ci si ritrova a dover mentire

Ognuno vuole essere nel giusto, quindi condannerà apertamente chi mente.

La prima cosa che perde chi mente è la fiducia, un concetto che a volte sottovalutiamo, ma che è alla base del nostro benessere

Perdendola ecco cosa può succedere.

Luigi si dimentica di mandare una e-mail a un importante cliente e l’azienda per cui lavora perde un buon affare. Viene convocato dal suo superiore che vuole capire il problema. Luigi per paura di conseguenze lavorative, cerca di giustificarsi dicendo che ha avuto un’emergenza in famiglia. Il suo superiore gli chiede perché non sia andato a casa data l’emergenza e non avesse delegato la cosa ad un collega. Luigi risponde: “Beh…ehm.. l’emergenza è rientrata quasi subito e ho pensato di rimanere, ma ormai avevo la testa altrove. Probabilmente l’ho anche mandata la mail, ma sa com’è?! A volte non arrivano, magari è ancora in sospeso…non so”.

Ascoltando Luigi ci suona molto male la sua storia e anche al suo superiore.

Oltre la fiducia Luigi ha perso:

  • L’occasione di fare un buon lavoro;
  • La possibilità di un eventuale salto di carriera;
  • L’opportunità di essere considerato una risorsa anche dai colleghi.

Probabilmente si sentirà colpito nell’orgoglio e sicuramente si sentirà a disagio ogni volta che gli verrà assegnato un compito.

Forse sarebbe stato meglio che avesse detto un semplice: “Mi sono dimenticato, mi dispiace”.

Meglio passare per distratto che per bugiardo.

Cosa succede quando si dice la verità

Giorgia gestisce una palestra da qualche anno e un giorno si presenta Filippo. Lui la nota subito: un bel viso, occhi dolci e un fisico sportivo da urlo. Filippo comincia a frequentare spesso la palestra distraendosi dagli esercizi per fare il filo a Giorgia. Lei però è fidanzata da anni con Sergio cosa che Filippo non immagina, dato che Sergio preferisce correre all’aria aperta e in palestra non va mai.

Una sera, con la scusa di ordinare degli integratori, Filippo scrive un messaggio a Giorgia, chiedendole se si potevano vedere prima per un aperitivo.  Lei, che non ha mai avuto niente da nascondere, aveva lasciato il cellulare in cucina mentre faceva la doccia.

“Giorgia ti è arrivato un messaggio”

“Puoi vedere chi è per favore?” chiede Giorgia al fidanzato.

“Boh, un certo Filippo, ti chiede degli integratori e ti ha invitata ad un aperitivo così glieli porti”

“Senti, scrivigli che glieli porto domani in palestra. Mi sta già abbastanza appiccicato li”

Sergio manda il messaggio e a cena Giorgia gli racconterà di Filippo e di come le fa il filo. Sergio ascolta e dice: “Beh, lo capisco, se non fossimo già fidanzati ci proverei anche io con te!”

La relazione è molto solida, addirittura i due scherzano del fatto che Filippo si sia preso una cotta per lei.

Giorgia non si fa problemi a lasciare il cellulare in vista o a farlo usare al suo fidanzato. Sono sempre stati aperti e sinceri l’un con l’altro.

Cosa ci guadagna Giorgia ad essere sincera?

La fiducia è una “cosa” fondamentale che regola davvero la nostra esistenza.

Leggi anche: Intelligenza emotiva: una guida per capire cos’è e come allenarla

Perché smettere di mentire

Come abbiamo visto le bugie bianche sono spesso usate “a fin di bene” e se ben gestite possono avere un senso nelle relazioni, ma diventare fastidiose se troppe e inopportune.

Se ne raccontiamo oltre misura rischiamo di passare per infantili e incapaci di gestire le situazioni.

Diversamente, quelle nere rovinano la nostra reputazione facendoci apparire falsi ed egoisti.

Una vita di bugie non porterà niente di buono anzi, con il tempo peggiorerà irrimediabilmente.

Nessuno vuole attorno a sé bugiardi: il forte rischio è quello di costruire rapporti basati su falsità e opportunismo. 

Niente di bello insomma.

Chi mente spesso è lasciato solo: se qualcuno ti starà a sentire lo farà per gentilezza o per pietà, o semplicemente perché è un bugiardo come te.

La parola di chi mente vale zero: anche quelle poche volte che il bugiardo sarà sincero nessuno gli crederà. A quel punto gridare “al lupo al lupo” sarà troppo tardi.

Essere sinceri e trasparenti non è sempre facile, ma alla fine è la soluzione con il più alto rendimento in termini di robustezza delle relazioni.

Con la verità ti costruirai quell’integrità morale che ti farà diventare una persona ogni giorno migliore.

Come diceva anche mia mamma: “Meglio una brutta verità che una bella bugia”.


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