“Non so cosa fare”: come superare l’indecisione in 2 step

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Se sei come me ti sarai trovato spesso a pensare “non so cosa fare”.

È questo uno di quei pensieri che ti viene nei giorni liberi quando vorresti sfruttare il tempo per fare qualcosa di produttivo ma non sai cosa.

Oppure quando pensi alla tua vita e a tutte le cose che ti piacerebbe diventare, senza essere in grado di sceglierne una.

Beh, benvenuto nel club.

Ci convivo da una vita con questo sentimento di invalidante indecisione, ed è forse per questo che mi sento così a mio agio nel parlarne.

Il club di quelli che non sanno cosa fare

Quelli che non sanno cosa fare della loro vita sono una buona parte della popolazione.

Sono coloro che tentennano quando gli viene chiesto “cosa volevi fare da bambino”, che non hanno mai sentito di avere una passione in particolare.

È il gruppo dei curiosi, di chi si interessa di un po’ di tutto senza andare molto a fondo in niente.

Tra di noi qualcuno pensa “non so cosa fare” perché si sente poco stimolato dall’ambiente in cui vive, mentre qualcun altro ha troppe idee in testa e non sa metterle in ordine.

Perché è difficile sapere cosa fare

Capire cosa fare nella vita è difficile per diversi motivi.

Tra questi c’è il fatto che passiamo decenni in un sistema scolastico che non ci dà l’opportunità di allenare la nostra creatività e il pensiero divergente.

Ci sono poi le diverse condizioni psicologiche in cui si trova l’indeciso, perché:

  1. Pone l’attenzione su quello che potrebbero pensare gli altri e si dimentica di guardarsi dentro per scoprire cos’è che lo renderebbe felice.
  1. Si sente bloccato dalla cosiddetta “avversione alla perdita” cioè si concentra su quello che perderebbe o a cui dovrebbe rinunciare se scegliesse una strada al posto delle altre.
  1. Ha paura di fare una scelta perché nel momento in cui concretizza qualcosa potrebbe rivelarsi peggio di come la immagina. Così preferisce vivere in una realtà potenziale dove tutto può accadere ma nulla mai accade.

In sostanza, non sapere cosa fare è normale tutte le volte in cui si viene a creare un distacco, una perdita di contatto con la parte più reale di noi stessi, quella che contiene la chiave per sbloccare il senso della nostra vita.

Leggi anche: Creatività e pensiero divergente, il futuro del lavoro

Non so cosa fare della mia vita

Per passare da uno stato di indecisione a uno di chiarezza il nostro vero Io deve trovare un modo di esprimersi e di respirare.

Il fatto che possa essere rimasto in sordina è il motivo principale per cui la vita manca di direzione e coerenza.

Senza una solida connessione con la nostra “chiamata” o “dono” (comunque lo si voglia chiamare) siamo in balia delle onde dell’invidia e dell’auto-recriminazione.

Visto che non abbiamo un sentiero unico da seguire tutti gli altri sentirei diventano percorribili.

E visto che non abbiamo dei sogni precisi tutti i sogni diventano desiderabili.

Se non sai cosa fare della tua vita tenderai facilmente a paragonarti a chi ha un percorso più lineare, perché magari ha fatto strada o non ha mai avuto dubbi (almeno in apparenza).

Potrai arrivare a sentirti inferiore agli altri, confuso e disorientato, come se fossi in un tunnel buio senza via d’uscita.

La luce alla fine del tunnel

Come dicevamo prima, il tunnel dell’indecisione è creato dalla disconnessione con la nostra bussola interiore, la consapevolezza della nostra identità.

Ad aggravare la confusione c’è poi il fatto che spesso viviamo delle giornate piene di cose, di impegni, preoccupazioni, problemi.

La nostra attenzione è monopolizzata da distrazioni continue, dalla TV al cellulare, dai cartelloni nel traffico alle scadenze lavorative.

In tutto questo rumore mentale continuo è difficile trovare l’elemento principale per iniziare a vedere la luce alla fine del tunnel: il silenzio.

Il silenzio è lo spazio mentale che serve a riconnettersi con il proprio scopo, la linea di comunicazione tra l’Io e il Vero Io, tra chi sei in apparenza e chi sei realmente.

Puoi aspettare anni nella speranza che un giorno capirai improvvisamente cosa fare. Ma la verità è che farai molto prima a prenderti cura della tua serenità mentale e ad accettare che le risposte arriveranno solo se smetti di cercarle con insistenza.

La consapevolezza della tua vocazione germoglierà a poco a poco nel terreno della tua mente, crescendo man mano che ti dai la possibilità di scoprire i tuoi reali interessi e le tue reali inclinazioni.

Lettura consigliata: Diventa chi sei di Emilie Wapnick

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Quando si riesce a smettere di pensare “non so cosa fare”

Nella mia esperienza, il “non so cosa fare” si trasforma in azione quando smetto di preoccuparmi di quello che dovrò essere in futuro e faccio quello che ha più senso per me in questo preciso momento.

Può darsi che si tratti di 20 minuti di meditazione per rasserenare la mente, di qualche ora di blogging o di una lettura che ispira: qualsiasi cosa riesca a distrarmi dalla preoccupazione di non stare lavorando verso un obiettivo di vita che non ho ancora ben chiaro.

E paradossalmente, noto che riesco a trovare più risposte in questi momenti che quando mi ostino a ragionare su cosa dovrei fare.

Nessuno di noi può prevedere adesso cosa saremo tra un anno o dieci.

Non possiamo pretendere di anticipare quello che accadrà domani per poter agire di conseguenza oggi.

Quello possiamo fare è adottare delle strategie efficaci che tengano in considerazione la difficoltà di capire cosa fare nella vita quando si hanno mille altre cose da fare e a cui pensare.

Per me la strategia più utile è quella di riservare dei momenti della giornata ad attività che aumentino la mia consapevolezza o che mi espongano a nuovi stimoli.

Per te potrebbe essere qualcos’altro come la scrittura di un diario o il giardinaggio.

Qualsiasi cosa tu possa fare, posso assicurarti che la lampadina mentale non si accenderà mentre ti preoccupi per le bollette o ti rammarichi per quello che non hai fatto in passato.

La lampadina si accende sempre quando riusciamo a guardare noi stessi con maggiore obiettività, cioè in due tipi di occasioni:

  1. Nei momenti in cui siamo calmi e in pace con noi stessi (obiettività interna).
  1. Quando osserviamo le reazioni altrui durante un’attività che ci coinvolge (obiettività esterna).

Un metodo per capire cosa fare nella vita

Il metodo che ti propongo per smettere di pensare “non so cosa fare” ha lo scopo di favorire la tua obiettività interna e di ricercare l’obiettività esterna. Ci sono dunque due fasi:

Fase uno: creare spazio mentale

In questa prima fase l’obiettivo è di liberarsi, anche se per qualche minuto al giorno, di tutte le distrazioni, preoccupazioni e pensieri tossici che ci impediscono di vedere le cose con chiarezza.

Per farlo rifletti bene su come passi le tue giornate, su come impieghi, o riempi, il tuo tempo, soprattutto i momenti morti.

Cosa fai, per esempio, mentre sei sul treno per andare a lavoro? Ascolti musica? Guardi il cellulare?

Come impieghi le tue pause?

Se ci pensi bene, o se guardi i dati di utilizzo dello schermo del tuo smartphone, capirai che ore e ore delle tue giornate vengono passate e fare cose inutili come guardare Facebook.

Distrazioni del genere inquinano i nostri processi mentali e distorcono la nostra percezione della realtà.

Non sto dicendo che nel momento in cui spegni il cellulare tutto diventerà chiaro, ma che avrai più possibilità di capire cosa fare nella vita se riesci a stare più spesso da solo e in pace con i tuoi pensieri.

Trova dunque dei momenti di “stacco” in cui poter rilassare la mente e creare spazio mentale. Vedrai che a poco a poco inizierai a vedere la tua situazione attuale con maggiore obiettività.

Fase due: trovare pareri di valore

Laddove finisce la consapevolezza individuale comincia quella sociale.

Senza gli altri non saremmo nulla, non saremmo in grado di fare nulla. Se non fossimo cresciuti tra altri esseri umani non avremmo imparato a parlare o a comportarci.

E l’aiuto di chi ci vuole bene non finisce nell’infanzia.

La reazione degli altri a quello che facciamo è una fonte preziosa di informazioni per capire quali potrebbero essere le nostre reali inclinazioni.

Ovviamente non bisogna prendere tutto per vero perché molti criticano e denigrano perché è l’unico modo che conoscono per nutrire il loro senso di importanza personale.

Dobbiamo essere dunque scaltri nel filtrare i pareri e capire quali ci possono aiutare a crescere e quali no.

C’è da valutare l’origine del parere e le possibili motivazioni a essere poco sinceri.

Un genitore potrebbe dirti che sei bravo a scrivere perché non ha il coraggio o la capacità di vederti come poco capace.

Un capo potrebbe evitare di dirti che hai fatto un’ottima presentazione perché ha paura che gli rubi il posto.

Cerca di trovare l’obiettività in persone che non hanno nulla da perdere o da guadagnare e sfrutta il loro punto di vista per scoprire cosa c’è al di là di quello che non riesci a vedere da solo.

È ok non sapere cosa fare

Non ti prometterò che troverai le risposte dopo aver seguito i miei consigli, anche perché io stesso, a volte, non riesco a seguire i miei consigli.

Sono però sicuro di una cosa, che più combattiamo una situazione attuale e più faremo in modo che questa situazione persista.

Questo per dire che quando ti senti in colpa perché non sai cosa fare della tua vita non farai altro che alimentare la tua indecisione.

In ultima analisi, anche se non dovessi prendere per vero nulla di quello che ti ho detto finora, credimi quando ti dico che non c’è nulla di male nel non avere idea di chi vogliamo diventare in futuro.

Un anno fa nessuno avrebbe anticipato che ci sarebbe stata una pandemia mondiale che avrebbe cambiato il modo di lavorare e di relazionarsi.

Eppure oggi è normale parlare di smart-working, di didattica a distanza e video conferenze.

Questi nuovi aspetti della nostra vita sociale hanno aperto nuove possibilità lavorative prima sconosciute, e per quanto ci siano stati alcuni che hanno perso il lavoro a causa del Covid altri lo hanno trovato grazie ad esso.

Tutto questo per dirti che anche se adesso non sai cosa fare, domani potresti scoprirlo grazie a un cambiamento delle tue circostanze.

Quindi non preoccuparti di quello che non sai, concentrati sempre sul passo più ovvio davanti a te e lascia che gli eventi facciano il loro corso. Il tuo intuito e la tua naturale capacità di adattamento faranno il resto.

Lettura consigliata: Diventa chi sei di Emilie Wapnick

Un libro adatto a chi ha molti interessi, che vi aiuterà a capire come sfruttare molteplici potenzialità. Ho apprezzato parecchio la lettura perché vi ho trovato una prospettiva alternativa a quella comune, che vede l’uomo come un essere mono-dimensionale con un’unica vocazione.

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